Il Tirreno

Livorno

l'intervento

Ci siamo chiusi in noi stessi, ora ripartiamo

di Alessandro Latorraca
L'iscritto Pd ed ex consigliere comunale, Alessandro Latorraca
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L'iscritto Pd ed ex consigliere comunale, Alessandro Latorraca

Alessandro Latorraca: "Non c'è più spazio e tempo per avvoltoi politici, è l'ora di fare"

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La recente consultazione, l'ennesima, fatta all'interno del mio partito dovrà essere considerata il vero punto di rottura tra l'oggi e il passato. Ogni tentativo di rimettere sempre in discussione tutto dovrà essere rigettato come mero tentativo reazionario e volutamente distruttivo; chiunque cercherà di accerchiare il partito in una sterile eterna riflessione su se stesso sarà bene che cominci a pensare di lasciarlo. Non c'è spazio e tempo per avvoltoi politici.

Che la consultazione non abbia entusiasmato più di tanto mi sembra assolutamente evidente. Ma comunque ci dà un nuovo organo politico, democraticamente vincitore, che insieme al nuovo segretario Bacci e al di là di contraddizioni "ideali" pur presenti nella composizione della lista, cerca di dare volti e voci nuove ad un partito che dalle ultime elezioni amministrative è apparso del tutto asfittico, incapace di cogliere il pur enorme segnale di discontinuità che la città ci aveva dato.

Ci siamo rinchiusi in noi stessi e lo spettacolo di una frammentazione inconcludente ha permeato tutto il processo che poi ha portato al voto di domenica. Ora appare urgente rivolgere le nostre capacità e le nostre energie volgendo il nostro sguardo alla città. Una città priva di orientamenti forti, che nel perdurare di una crisi economica e lavorativa in primis sta scivolando verso una desolante povertà sociale. Livorno appare claustrofobica, soggetta ad un itinerario di politica urbana senza entusiasmo, senza sogno, senza scampo.

Sono convinto che la crisi identitaria del suo partito più rappresentativo sia l'immagine di una crisi più vasta, culturale e identitaria, che sta vivendo la nostra comunità cittadina. Noi siamo in grado di intercettare questa desolazione, di trasformarla in punto di partenza. Uomini e donne vitali possono e devono concorrere alla nascita di una nuova presenza politica. Stare sui problemi e cercare di orientarsi nelle domande urgenti soprattutto dei più deboli della nostra città. Avere finalmente il coraggio di cercare sinergie oltre i confortanti e remunerativi confini cittadini. Fare di tutto il territorio livornese una elaborazione politica complessiva. Il bene comune deve essere perseguito come bene dell' "essere insieme". Far rientrare la logica del mercato dentro i suoi limiti lasciando posto "al primato delle persone e delle loro relazioni". Portare urgentemente a compimento elementi di politica urbana ormai improcastinabili. Compiere finalmente una lucida e puntuale valutazione di priorità a partire da Prg portuale, Piano strutturale, politiche sociali e sanitarie, politiche giovanili e dell'integrazione, liberi dall'assillo del governo e del mantenimento di una classe dirigente che ormai dobbiamo lasciarci alle spalle, pronti a ripartire rinnovati e capaci di mettere il governo attuale di questa città dinanzi a scelte e opzioni che da soli hanno dimostrato di non sapere minimamente neanche mettere in agenda.

(Alessandro Latorraca, iscritto Pd Colline)

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