Toscana
Cannito a Nogarin: «Rinviare il bilancio, così è un disastro»
Polemiche su caro-tasse e tagli al sociale. Il capogruppo di Città Diversa scrive alla giunta chiedendo di spostare il consiglio sulla manovra 2015: «Se resta così non ci stiamo»
LIVORNO. Si accende la polemica sulla bozza del bilancio 2015 presentata nelle ultime commissioni consiliari dall’amministrazione M5S. Tanto che la discussione in programma in consiglio comunale fra dieci giorni potrebbe slittare o trasformarsi in un caos politico. A chiedere al sindaco e alla giunta di fare un passo indietro è il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito, che in una lettera aperta chiede di «rinviare l'impostazione di fondo del bilancio per modificare la stangata sui ceti medio-bassi e l'abbandono dei più poveri».
«Ho esaminato la bozza di bilancio preventivo 2015 – scrive Cannito al primo cittadino e agli assessori – e su mandato del consiglio direttivo di Città Diversa, chiedo pubblicamente di concordare con il consiglio comunale il rinvio della deliberazione sul bilancio, prevista per il 18-19 dicembre». Non si tratta – sottolinea – di introdurre semplicemente degli emedamenti integrativi o migliorativi, al di là dell'espressione di voto finale sul bilancio, ma di modificarne profondamente la filosofia e gli approcci di fondo». E «in caso contrario - avverte - sarebbero per noi improponibili le richieste di collaborazione rese in consiglio da parte dell’amministrazione».
«Un conto – va all’attacco Cannito – è fornire contributi per il bene della città, un altro è accettare una manovra finanziaria che riteniamo, così come è impostata, assolutamente disastrosa per i cittadini più poveri e deboli e per le classi medio-basse (dai piccoli imprenditori alle famiglie ai lavoratori licenziati o che andranno in mobilità)».
Nel mirino ci sono le tasse (con la stangata prefigurata su Irpef, Imu, Tasi e Tari) e gli 840mila euro di tagli al sociale, con la cancellazione di borse lavoro e card per i poveri. «Da sempre – riprende Cannito – e in quanto appartenenti al vasto e vero civismo, non ci pieghiamo né alle forche caudine delle manovre elettorali né alla difesa di interessi personali o di partito, ma pensiamo al bene comune e a un futuro positivo per Livorno. La vostra bozza di bilancio preventivo, viceversa – dice rivolgendosi alla giunta – se non sarà profondamente modificata, va proprio nel senso opposto e per noi inaccettabile, tra stangate pressoché su tutte le tasse e tariffe e tagli al sociale e alle famiglie».
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