Gioco
Bacci: «Ora uniamo le federazioni Pd di Livorno e Piombino»
Il sindaco di Colle appena eletto segretario lancia l’appello anti-crisi alla Val di Cornia. «Il mio Pd? Riparta dalla concretezza, per i nostri territori è il dopoguerra». E per l'unione comunale...
LIVORNO. Provare a far ripartire l’acciaccato Pd livornese dalla «concretezza». E, di fronte alla crisi dei territori, riunire in un’unica federazione gli storicamente divisi Pd di Livorno e di Piombino. Subito dopo essere stato eletto segretario del Pd livornese, il sindaco di Colle, Lorenzo Bacci, lancia una sorta di appello politico-istituzionale ai cugini della Val di Cornia. «Non credo di fermarmi qui – dice la mattina dopo le primarie – sarà interessante mettere nelle condizioni gli amici di Piombino e della Val di Cornia di valutare se ha ancora senso avere due federazioni. Abbiamo un collegio solo a livello regionale con dei consiglieri che dovrebbero rappresentare da Colle all'Elba, e ci sono tutte le condizioni perché le autorità portuali di Livorno e Piombino, per fare sinergia, diventino due gambe di un unico organismo: diventa francamente poco edificante pensare che serva avere due federazioni in un territorio che guarda alle aree vaste e al superamento delle province. Anche questo appartiene a una storia che guarda al passato...».
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Ma intanto Bacci deve fare i conti col Pd livornese e con la città che alle ultime elezioni amministrative lo ha bocciato. Da dove pensa di far ripartire il partito? «Dalla concretezza», risponde: «Dobbiamo portare a casa, come è stato fatto a Piombino, l'accordo di programma su Livorno che è in discussione col governo e che non possiamo permetterci di utilizzare come elemento di campagna elettorale». Bacci usa questa metafora: «Quando è stato ricostruito il Paese dopo la guerra tante forze politiche diverse hanno cercato di far ripartire il sistema. Questo è il nostro dopoguerra: ci sono tanti lavoratori che stanno perdendo il posto, abbiamo il dovere di far percepire che oltre il buio ci sono delle prospettive. Che le dia il M5S, Forza Italia, Buongiorno o il Pd non mi interessa... mi interessa che ci sia lucidità da parte nostra – sindaci, segretari di partito, istituzioni – per far sì che questo accordo si concretizzi, o resteranno le macerie».
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Intanto non si placano le polemiche sull’affluenza flop alle primarie, che erano aperte anche ai non iscritti e che hanno coinvolto appena 3.600 elettori da Colle a Bibbona. Anche Filippo Costalli, segretario del Pd di Cecina (dove sono andati a votare in 200...) ha puntato il dito contro il sistema di “correnti e controcorrenti” di un partito autoreferenziale. Bacci difende la consultazione: «È la prima volta che viene eletto un segretario territoriale con primarie aperte, per me è comunque un bel risultato. È chiaro che siamo nella città che alle amministrative ha appena bocciato il Pd e a questo si aggiungono vicende nazionali che influenzano la voglia di partecipare. So che il percorso da fare è molto lungo e serve una forma di partito diversa dal passato, che sappia ricostruire un dialogo con la città».
Ma l’unione comunale è prevista in questo “nuovo partito”? Perché in caso contrario Bacci dovrebbe vedersela con una parte agguerrita del Pd che in assemblea (in tutto 150 eletti) avrà complessivamente il 49%... «A breve convocherò l'assemblea – risponde il segretario – e decideremo insieme come riattivare un livello comunale che deve essere assolutamente riattivato». Ma con le primarie? «Vediamo...».
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