Il Tirreno

Livorno

A 17 anni cade dallo scooter e muore studente dell’Iti Galilei

di Lara Loreti
A 17 anni cade dallo scooter e muore studente dell’Iti Galilei

Simone Brilli ha perso il controllo ed è volato sullo spartitraffico in via del Levante Inutili i soccorsi, lo strazio dei genitori davanti alla salma. Lascia una sorella di 20 anni

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LIVORNO. La morte di Simone è nelle grida strazianti dei genitori, che quasi perdono i sensi sul suo corpo esamine, disteso sotto a un lenzuolo bianco, nell’aiuola spartitraffico di via di Levante. È nel suo cellulare, che continua a squillare rompendo il silenzio gelido della prima vera domenica di inverno. Un suono che chiama una vita, che ormai non può più rispondere. Ed è nei volti disperati dei suoi amichetti, compagni di squadra di calcio, che arrivano in gruppo sul cavalcaferrovia, correndo e sperando di poter dire l’ultima volta “ciao” al loro piccolo campione. E piangono, e battono i pugni sulle vetture in sosta, e abbracciano mamma Debora e babbo Elio in una stretta che fa male anche solo a guardarla.

Simone Brilli è morto a 17 anni in un incidente stradale spietato. Era appena uscito di casa, in via Irlanda, e stava raggiungendo gli amici. Sono le 15 di ieri, quando il ragazzo, in sella al suo scooter grigio, sta viaggiando su via di Levante, in direzione della rotonda dei vigili del fuoco. Si trova più o meno all’altezza di Decathlon, ha appena superato l’auto di una coppia, quando finisce sul cordolo dell’aiuola spartitraffico, molto probabilmente con il pedale del motorino. La velocità è sostenuta, come raccontano i testimoni, poi forse una distrazione. Le cause sono in corso di accertamento, le conseguenze devastanti. Simone viene sbalzato dalle sella dello scooter e fa un volo spaventoso: una lunga parabola, poi lo schianto. L’adolescente precipita a terra con il viso in avanti, mentre lo scooter schizza via un centinaio di metri più avanti, per fortuna senza colpire altri gli altri mezzi in transito. Il casco, ben allacciato, regolare e semi-integrale, non basta a proteggerlo. Il trauma facciale è gravissimo e gli provoca una terribile emorragia.

La coppia, che viaggia dietro di lui, assiste impotente alla scena: ferma di colpo l’auto e si dà subito da fare per aiutarlo. Poi arriva anche un’infermiera del pronto soccorso, anche lei di passaggio. Ma è tutto inutile: l’attività cardiaca del 17enne si è spenta. Per lui non c’è niente da fare. Senza esito anche i tentativi disperati di rianimazione messi in atto dai soccorritori della Svs insieme al medico del 118.

Sul posto intanto arrivano gli agenti delle volanti della polizia e i vigili. Un lavoro difficile il loro: da una parte i rilievi dell’incidente, dall’altra la gestione del traffico e dei curiosi che si accalcano in via del Levante. Il via vai è intenso e pericoloso. Ma la parte più dura è un’altra: avvisare la famiglia che è in casa in via Irlanda, alla Scopaia, non lontano dal luogo dell’incidente. Passano venti minuti e in via di Levante appaiono i genitori di Simone, Debora Pezzetti e Elio Brilli. Non credono ai loro occhi, il dolore è incontenibile. Pregano i poliziotti, chiedono con insistenza di poter vedere il figlio. «Voglio vederlo, voglio abbracciarlo», dice il padre con voce soffocata dal pianto, mentre la madre grida sotto choc. I coniugi vengono affidati alle cure dei soccorritori della Svs e della Croce rossa che cercano inutilmente di tranquillizzarli. Lei non riesce ad accettare la situazione, continua a ripetere che non le sembra vero. Al babbo, il compito durissimo di avvisare gli altri familiari, la figlia Elisa, 20 anni, che col fratello aveva un rapporto speciale. E il nonno, che, saputa la notizia, viene colto da un malore. Poi è la volta degli amici. Sono le 17 quando il corpo viene portato via dal servizio funebre della Svs, che lo accompagna al cimitero dei Lupi.

Simone frequentava l’Iti, indirizzo meccanica. Ma la sua vera passione era il calcio, che praticava da bambino, con esiti promettenti. Il suo ruolo era di difensore nella Pro Livorno Sorgenti, negli Juniores regionali. Ieri aveva giocato contro l’Atletico Piombino al Gymnasium e aveva avuto anche due convocazioni in prima squadra in Coppa Italia. Era amato dai compagni di squadra così come dagli amici di scuola. Enorme per loro il dolore: la notizia s’è sparsa velocemente su facebook e a centinaia hanno lasciato un ricordo.

In lutto anche la stessa Società Pro Livorno Sorgenti: giocatori, dirigenti e allenatori «sono vicini alla famiglia Brilli - scrivono dal team - per la immatura scomparsa del nostro Simone».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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