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«Non gravi indizi sulla corruzione» È scontro tra giudici

«Non gravi indizi sulla corruzione» È scontro tra giudici

Il Riesame smentisce l’ordinanza di custodia cautelare «I soldi sono rimasti all’agenzia di viaggi per oltre due anni»

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«Non ci sono gravi indizi di colpevolezza nei confronti del pediatra che possano giustificare la misura cautelare».

Basta questa frase al Tribunale del Riesame per smentire la tesi (in buona parte) accusatoria dei carabinieri del Nas, della Procura di Pisa e del giudice per le indagini preliminari in merito alla posizione di Renato Cicchiello, 66 anni domani, il medico arrestato lo scorso 21 novembre nell'ambito dell'inchiesta “Medici low cost” che ha portato all’emissione di 18 misure cautelari per un presunto giro di regali in cambio di prescrizioni pilotate di alcune marche di latte in polvere.

Scrivono i giudici in uno dei passaggi chiave del documento con il quale Cicchiello è stato riabilitato alla professione. «I reati a lui contestati in relazione all'ipotesi di corruzione propria possono essere configurati o nel senso della ricezione di denaro o altra utilità per compiere un atto contrario ai doveri di ufficio oppure per aver accettato la promessa di denaro o altra utilità per compiere un atto contrario ai doveri di ufficio. Ora nel senso di specie è pacifico che non vi è stata ricezione di denaro messo a disposizione presso l'agenzia di viaggi, perché come riferito dai dipendenti di essa tale somma non è mai stata utilizzata dal Cicchiello ed è ancora giacente da ben due anni e mezzo circa. Non è pertanto configurabile l'ipotesi criminosa sotto l'aspetto della ricezione di denaro».

«Quanto all'ipotesi di aver accettato la promessa - si legge ancora - non vi è elemento alcuno che possa dimostrare che tale positiva accettazione vi sia effettivamente stata. Non vi è - è la conclusione - ulteriore elemento che dimostri il patto scellerato, ossia l'accordo corruttivo».

Ecco perché il Tribunale ritiene che «la sola offerta o messa a disposizione di per sé non configuri il delitto contestato al Cicchiello ben potendosi ipotizzare che nelle due ipotesi in esame, l'offerta o la messa a disposizione siano state solo un tentativo di corruzione nei confronti del medico, tentativo che non ha avuto nessun seguito per mancato utilizzo o accettazione della promessa».

In conclusione il collegio del Tribunale del Riesame accoglie dunque la richiesta avanzata dai legali del medico, gli avvocati Massimiliano Ferretti e Marco Guercio.

«In accoglimento al ricorso promosso da Renato Cicchiello, annulla l’impugnata ordinanza emessa il 5 novembre dal Tribunale di Pisa e revoca la misura interdittiva della sospensione dell’esercizio di un pubblico servizio».

Federico Lazzotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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