Gioco
"Fiume" di gasolio nello Scolmatore: oleodotto bucato dai ladri
Bucano l'oleodotto per un tentativo di furto: maxi-sversamento di gasolio che finisce nello Scolmatore e arriva fino al mare, 35 chilometri più a ovest. La Labromare in azione con Castalia e gruppo Neri con una serie di sbarramenti di panne per fermare l'inquinamento choc
STAGNO. Il buco nell'oleodotto Eni fra la raffineria di Stagno (Livorno) e i depositi di Calenzano (Firenze) l'avevano fatto per rubare gasolio. Non si sa se c'erano già riusciti o se quello sia stato il primo tentativo, fatto che nei giorni scorsi qualcosa è andato storto e, dalla conduttura a pressione interrata a una profondità di oltre due metri, ha cominciato a schizzar fuori una macchia oleosa diventata sempre più enorme. Talmente enorme che, per una concatenazione di sfortunati eventi, è finita nello Scolmatore ed è arrivata addirittura in mare – ben 35 chilometri più in là – fra il porto di Livorno e la sabbia del Calambrone.
Colpa del fatto che, per il gioco delle pendenze del terreno, il gasolio fuoriscito è finito prima sotto il cavalcavia della superstrada e poi nelle acque dello Scolmatore: il deflusso verso mare lo ha portato fino a Stagno e oltre. È qui che la Labromare – la ditta livornese anti-inquinamento incaricata dall'Eni di bloccare lo sversamento, in tandem con Castalia e il gruppo Neri – ha attestato una delle principali "trincee" per fermare gli effetti di uno sversamento di dimensioni ancora imprecisate ma sicuramente eccezionali.
«Siamo stati allertati la sera di venerdì 5 – dice Eugenio Fiore, direttore di Labromare – e siamo intervenuti subito là dov'era stato scoperto il buco nell'oleodotto. Ma la fuoriuscita era ormai così grande che nel giro di poche ore il gasolio finito nello Scolmatore, galleggiando sull'acqua, era arrivato già all'altezza del ponte dell'Aurelia a Stagno. Abbiamo provato a bloccarlo mettendo uno sbarramento di panne assorbenti ma in poco tempo è emerso che non era sufficiente: l'abbiamo sostituito con panne fisse di maggior consistenza. Poi siamo intervenuti con un gommone, mezzi auto-spurghi e un'attrezzatura mobile di "disc-oil" che serve a recuperare sostanze sversate che galleggiano sull'acqua e vengono aspirate nella cisterna».
Ma questo è solo uno degli sbarramenti: un battello anti-inquinamento – confermano dal quartier generale di Labromare – è stato posizionato all'altezza del ponte mobile in zona Darsena Toscana e, «su richiesta della Capitaneria di porto», un altro è stato posto in mare alla foce dello Scolmatore per impedire conseguenze sugli ambienti marini. Un ulteriore sbarramento di galleggianti è statomesso al ponte di Lavoria mentre la conduttura bucata è stata “incamiciata” per fermare la fuoriuscita di gasolio. Un tour de force che ha schierato 18 addetti, che aumenteranno ancora - dice il direttore Fiore - visto che c'è da ripulire dal gasolio le canalette che corrono lungo la strada sterrata sotto la quale è interrato l'oleodotto. Con i camion verranno portate via le terre inquinate, adesso saranno impiegati a Stagno altri mezzi per accelerare il disinquinamento, oltre ai tre autospurghi, ai due mezzi di pronto intervento e al mezzo speciale già impegnati per affrontare questa emergenza.
«Ero venerdì 5 a pescare nella zona del ponte girante in zona Darsena Toscana – dice Antoine Milos, pratese – e sono stato colpito da esalazioni terribili: roba che faceva una schiuma marrone. Sono chimico, vi dico che non era solo gasolio, c’era anche qualcos’altro: faceva male agli occhi e al respiro, come la puntura di tanti aghi. Terribile, davvero. Non era solo gasolio perché non si mostrava come una chiazza oleosa bensì come lo sbrilluccichìo di uno specchio in frantumi.Ho fatto un sacco di telefonate per avvertire dell’emergenza ma nessuno mi ha dato ascolto».
L’allarme era stato dato nel pomeriggio di venerdì tra l'area industriale di Gello (Pontedera) e quella di Latignano (Cascina): era stato l’odore di gasolio a richiamare l’attenzione di vigili del fuoco di Cascina, vigili urbani di Pontedera e del Corpo Forestale. . Va detto che, commentando la prima notizia pubblicata dal Tirreno.it venerdì 5, il lettore Luciano Panicucci aveva segnalato che già la sera prima, cioè quella di giovedì 4, l'odore di gasolio «si sentiva già a Lavoria, nei pressi dell' ingresso della Fi-Pi-Li». E aggiunge di aver iniziato a percepirlo mentre «stavo andando a Cascina» al punto da essersi fermato «pensando che avessi una perdita alla mia vettura». Sono al lavoro anche i carabinieri della compagnia di Pontedera per le indagini su questa vicenda.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
