Gioco
Sul Prg attacco bis della Regione
L’assessore Simoncini al convegno sulla portualità «Nogarin ostacola lo sviluppo della città e del Paese»
LIVORNO. «Nogarin ostacolo allo sviluppo di Livorno, della Toscana e dell’Italia». L’assessore regionale Gianfranco Simoncini non usa mezzi termini per incalzare il sindaco sul via libera alla variante anticipatrice al prg del porto. «Ha la responsabilità legale di firmare, la portualità è leva fondamentale dello sviluppo». L’ennesima frecciata Regione-Comune arriva in occasione della tavola rotonda organizzata da Asamar all’hotel Palazzo per fare il punto sulla situazione dello scalo livornese tra Autorità, Istituzioni, e imprenditori.
Massima condivisione sulle priorità (sviluppo infrastrutture e viabilità, darsena Europa e sblocco dei fondi europei), ampio consenso alla suggestiva ipotesi del porto franco, ed una certezza assoluta: non c’è tempo da perdere. Tutti d’accordo tranne il sindaco Nogarin, che qualche settimana fa tramite l’assessore Baldari faceva sapere di «non voler prendere decisioni avventate» e che, intervenendo, non dice di aver cambiato idea.
Il rischio – è stato detto – è quello di perdere il momento favorevole, determinato da due fattori: il primo è «l’Europa che guarda sempre più al mare puntando sulla “crescita blu”», come illustra il sottosegretario Velo; il secondo è la presenza del livornese ed ex presidente dell’Authority Marcucci nel comitato tecnico chiamato a redigere il piano strategico dello Sblocca Italia a cui il governo sarà vincolato.
Il vento è cambiato, la concorrenza sul continente si fa più forte e l’Italia deve poter contare su Livorno. Il convegno si apre con la relazione del presidente di Asamar Laura Miele: richiama i segnali positivi nel secondo semestre e sottolinea la «necessità di incentivare con ogni mezzo il forte potenziale inespresso di Livorno». Segue l’ammiraglio Arturo Faraone che espone i risultati degli esperimenti di sdoganamento in mare per velocizzare le operazioni di controllo; ma la palla passa subito alla politica. Per il sindaco di Piombino Giuliani i tre porti (Carrara, Livorno e Piombino) «devono svilupparsi in sinergia secondo vocazione». «Serve continuità amministrativa sugli accordi presi» auspica il presidente della Camera di Commercio Sergio Costalli: «La programmazione è stata fatta, non si cambiano le carte in tavola». Gli fa eco Alessandro Franchi, presidente della Provincia: «Stop alle schermaglie politiche, le basi per prossimo accordo di programma devono essere quelle concordate».
Serve un piano comune anche secondo Nereo Marcucci, perché «la crescita del singolo ormai avviene cannibalizzando il vicino». La chiave, secondo il presidente di Federagenti Pappalardo, è: «assecondare le evoluzioni del mercato». Il pensiero conclusivo è di Giuliano Gallanti, presidente dell’Authority, che propone un rovesciamento di prospettiva: «Dietro ad un grande porto c’è una grande città: è fondamentale l’impegno di tutti».
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