Il Tirreno

Livorno

Il consiglio si spacca sulle proposte da portare al governo

di Maria Giorgia Corolini
Il consiglio si spacca sulle proposte da portare al governo

Il documento votato solo dal M5S, la polemica esplode quando i grillini dicono che il Prg importerà la mafia in porto

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LIVORNO. Nessun accordo tra maggioranza e opposizione per arrivare a una posizione condivisa con la quale presentarsi al governo in vista di un accordo per il rilancio della nostra città: il documento che esce dal consiglio comunale di ieri è solo espressione dei Cinque Stelle. Pd, Buongiorno, Forza Italia e Città Diversa non lo hanno votato. Le opposizioni non avevano neanche presentato un proprio documento («spetta alla maggioranza farlo»): si erano riproposte di puntare a migliorare quel che avrebbe presentato il M5S con integrazioni e consigli. Uno su tutti quello di togliere l'Imu dai capannoni industriali («inutile chiedere alla Regione la defiscalizzazione di Irap e Irpef per le imprese se poi a quelle stesse imprese gli fate pagare l'Imu»).

L'atmosfera si scalda quando prende la parola Marco Cannito: «Nemmeno con Cosimi si stava così male. Certo non è colpa vostra, ma avete presentato un percorso che porta al bilancio 2015 con tagli insostenibili, e pensate di risollevare la città con un elenchino della spesa?». Il riferimento è ai 33 punti presentati dai Cinque Stelle: «Non sono incisivi, – accusa Andrea Raspanti (Bl) – senza una proposta strutturale si rischia che l'accordo di programma si trasformi in commissariamento della nostra città». Le opposizioni fanno poi notare come la partita del Prg abbia molto a che fare con la questione del rilancio economico ed occupazionale: Raspanti è per l'approvazione immediata: «Non perché lo condivida in pieno ma sono sicuro che potremo modificarne in itinere alcuni aspetti, in accordo con l'Authority: se non lo approviamo rischiamo di far morire il porto».

«Livorno ha la propria base nell'economia portuale e se non si ha chiaro questo non si ha chiara l'idea della città», incalza Marco Ruggeri (Pd). Dello stesso avviso su Prg Elisa Amato Nicosia (Fi) e Cannito. È evidente però che l'amministrazione sia completamente contraria alla sua approvazione. «E poi ci sarà di fatto l'autoapprovazione della Regione, che ne discutiamo a fare?», domanda Edoardo Marchetti (M5S). «State facendo passare il tempo affinché la scelta cali dall'alto e voi possiate lavarvene le mani», ribatte Ruggeri. E' a questo punto che Giuseppe Grillotti (M5S) esplode: «Alle opposizioni interessa parlare solo del Prg e che la Darsena Europa smuova interessi trasversali ma le cementificazioni portano mafia: così importiamo mafia anziché lavoro».

L'invito all'unità venuto dai lavoratori Trw salta del tutto: «Avere idee diverse non significa essere in malafede», contrattacca Amato. Alla fine Buongiorno Livorno, Città Diversa e Forza Italia presentano una dichiarazione di voto congiunta in netto contrasto col documento della maggioranza: «Questo elenco non è credibile». Il Pd non lascia l'aula ma nessuno vota. «Il vostro giudizio è ingeneroso – dirà il sindaco Nogarin al proprio ritorno in aula – ma l'estrema sintesi non è necessariamente sinonimo di assenza di contenuti. Questo è solo un punto di partenza: abbiamo dovuto lavorare in fretta e furia, vittime dell'accelerazione che ci ha imposto la Regione in vista della campagna politica delle prossime elezioni».

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