Gioco
Il consiglio si spacca sulle proposte da portare al governo
Il documento votato solo dal M5S, la polemica esplode quando i grillini dicono che il Prg importerà la mafia in porto
LIVORNO. Nessun accordo tra maggioranza e opposizione per arrivare a una posizione condivisa con la quale presentarsi al governo in vista di un accordo per il rilancio della nostra città: il documento che esce dal consiglio comunale di ieri è solo espressione dei Cinque Stelle. Pd, Buongiorno, Forza Italia e Città Diversa non lo hanno votato. Le opposizioni non avevano neanche presentato un proprio documento («spetta alla maggioranza farlo»): si erano riproposte di puntare a migliorare quel che avrebbe presentato il M5S con integrazioni e consigli. Uno su tutti quello di togliere l'Imu dai capannoni industriali («inutile chiedere alla Regione la defiscalizzazione di Irap e Irpef per le imprese se poi a quelle stesse imprese gli fate pagare l'Imu»).
L'atmosfera si scalda quando prende la parola Marco Cannito: «Nemmeno con Cosimi si stava così male. Certo non è colpa vostra, ma avete presentato un percorso che porta al bilancio 2015 con tagli insostenibili, e pensate di risollevare la città con un elenchino della spesa?». Il riferimento è ai 33 punti presentati dai Cinque Stelle: «Non sono incisivi, – accusa Andrea Raspanti (Bl) – senza una proposta strutturale si rischia che l'accordo di programma si trasformi in commissariamento della nostra città». Le opposizioni fanno poi notare come la partita del Prg abbia molto a che fare con la questione del rilancio economico ed occupazionale: Raspanti è per l'approvazione immediata: «Non perché lo condivida in pieno ma sono sicuro che potremo modificarne in itinere alcuni aspetti, in accordo con l'Authority: se non lo approviamo rischiamo di far morire il porto».
«Livorno ha la propria base nell'economia portuale e se non si ha chiaro questo non si ha chiara l'idea della città», incalza Marco Ruggeri (Pd). Dello stesso avviso su Prg Elisa Amato Nicosia (Fi) e Cannito. È evidente però che l'amministrazione sia completamente contraria alla sua approvazione. «E poi ci sarà di fatto l'autoapprovazione della Regione, che ne discutiamo a fare?», domanda Edoardo Marchetti (M5S). «State facendo passare il tempo affinché la scelta cali dall'alto e voi possiate lavarvene le mani», ribatte Ruggeri. E' a questo punto che Giuseppe Grillotti (M5S) esplode: «Alle opposizioni interessa parlare solo del Prg e che la Darsena Europa smuova interessi trasversali ma le cementificazioni portano mafia: così importiamo mafia anziché lavoro».
L'invito all'unità venuto dai lavoratori Trw salta del tutto: «Avere idee diverse non significa essere in malafede», contrattacca Amato. Alla fine Buongiorno Livorno, Città Diversa e Forza Italia presentano una dichiarazione di voto congiunta in netto contrasto col documento della maggioranza: «Questo elenco non è credibile». Il Pd non lascia l'aula ma nessuno vota. «Il vostro giudizio è ingeneroso – dirà il sindaco Nogarin al proprio ritorno in aula – ma l'estrema sintesi non è necessariamente sinonimo di assenza di contenuti. Questo è solo un punto di partenza: abbiamo dovuto lavorare in fretta e furia, vittime dell'accelerazione che ci ha imposto la Regione in vista della campagna politica delle prossime elezioni».
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