Il Tirreno

Livorno

VERTENZA COOPLAT

Spazzini: via il bando contestato e arriva l'intesa

Matteo Scardigli e Mauro Zucchelli
Il brindisi dei lavoratori Cooplat davanti alla prefettura dopo l'esito dell'incontro (Marzi Pentafoto)
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Il brindisi dei lavoratori Cooplat davanti alla prefettura dopo l'esito dell'incontro (Marzi Pentafoto)

Alla fine, grazie alla mediazione del prefetto Tiziana Costantino, sindacati, lavoratori Cooplat, Comune e Aamps hanno trovato la quadra per arrivare a una intesa. Come? Il Comune ha detto ad Aamps (controllata al 100%) di riscrivere il bando. Si è indebolita la posizione dei vertici dell'ex municipalizzata

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LIVORNO. Spumante, pasticcini e cori di esultanza. Festeggiano così i dipendenti Cooplat l’accordo siglato in prefettura tra Comune, Aamps, e sindacati: il bando è morto, lunga vita al bando.

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Aspettano gli spazzini, davanti al Palazzo del Governo, la risposta che potrebbe segnare la svolta tanto attesa in un braccio di ferro che dura da mesi: è giovedì pomeriggio e il bando scadrà tra poche ore. E loro sono lì in quaranta da prima delle tre, orario dell’incontro fissato dal prefetto Tiziana Costantino.

Mezz’ora più tardi ad alcuni viene concesso di salire e di accomodarsi, ma c’è da aspettare ancora. Il tavolo si apre verso le quattro, ci sono tutti: il prefetto Tiziana Costantino, l’assessore Giovanni Gordiani, l’amministratore unico di Aamps Marco Di Gennaro, e le rappresentanze sindacali al gran completo (Cgil, Cisl, Uil e Fiadel). In segno di gratitudine per l’interessamento dimostrato viene consegnato al prefetto un mazzo di fiori, ricevuto con piacere.

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I lavori procedono per circa un’ora, ma qualcosa trapela già in diretta grazie ai telefonini: sembra che ci siamo. Annuisce il prefetto, che si è fatta garante di tutto questo complicato iter di trattativa andato avanti fra scossoni, colpi di scena, proteste sul tetto, contestazioni plateali. L’assessore ribadisce le intenzioni espresse dal sindaco nell’atto di indirizzo inviato all’azienda: a questo punto anche Aamps è concorde alla revoca del bando, i sindacati apprezzano e ringraziano.

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Nel frattempo chi è rimasto giù fa la spola tra il parcheggio e l’androne del palazzo per ripararsi dalla pioggia, che non si decide a venire o ad andarsene. Qualcuno fuma una sigaretta, qualcun altro fa una battuta per stemperare la tensione.

All’improvviso il tappo di una bottiglia di spumante, forse presagendo l’esito del vertice, schizza in aria; ma non è ancora il momento. Poco più tardi si sparge la voce che sì, si può salire, e allora tutti su trattenendo a stento l’eccitazione. La sala si riempie in fretta (qualcuno fa gli scongiuri per allontanare il timore dell’ennesimo colpo di scena all’ultimo minuto, ma i sorrisi delle autorità fugano subito ogni dubbio) ed ecco l’annuncio: stracciato il bando della discordia, al via i lavori per quello nuovo. Sembra definitivamente scongiurato il rischio di ritrovarsi con un contratto di lavoro con minori tutele per gli addetti, a cominciare dal livello dei salari (5mila euro in meno all’anno).

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Tutti giù per festeggiare allora, con Giovanni Golino, sindacalista Cgil, portato in trionfo tra i cori da stadio. Applaude il prefetto al senso di responsabilità e moderazione dimostrato dalle parti, con l’augurio che ciò possa essere da esempio nella condotta delle altre vertenze cittadine.

Tira un sospiro di sollievo l’assessore, che promette una nuova disposizione di gara all’insegna di efficienza del servizio e tutela dei lavoratori (e stavolta senza scappatoie). Soddisfatti i sindacati, che garantiscono da parte dei lavoratori una qualità di servizio erogato pari a quella del trattamento ricevuto. Ma i più contenti sono loro, gli spazzini, che usciti dal Palazzo fanno baldoria e non si curano più della pioggia, che nel frattempo ha deciso di venire.

E allora stop a contestazioni, scioperi, provocazioni e gesti eclatanti. Si torna a lavorare, anche se – insistono a ribadire i lavoratori Cooplat – un pensiero non può non andare ai lavoratori di Eni e Trw e di tutte le altre aziende in difficoltà in questa Livorno che non vuole morire. Adesso il tavolo tecnico proseguirà presso Aamps. Le premesse ci sono, la data di scadenza anche: perché le lettere di licenziamento sono ancora lì, ed il 31 gennaio prossimo i 78 spazzini di Cooplat resteranno senza lavoro.

Il durissimo braccio di ferro di queste settimane ha avuto finalmente una soluzione e tuttavia non sarà archiviabile nel dimenticatoio come se nulla fosse successo. Resta da capire quali saranno le conseguenze che tutta questa vicenda avrà negli equilibri politici: sia all’interno della galassia dei Cinque Stelle, sia fra M5S e giunta pentastellata come pure fra sindaco e vertici Aamps.

L’amministratore unico Marco Di Gennaro aveva ricevuto una investitura impegnativa da parte del sindaco Filippo Nogarin che l’aveva definito «il nostro Steve Jobs». Difficile dunque che da un giorno all’altro possa buttarlo a mare come se niente fosse. Però sono proprio i vertici di Aamps in questo momento a sembrare sulla graticola: chissà se la pace sociale dopo la tempesta basterà a riconsolidare quel che nello scontro si è indebolito.

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