Il Tirreno

Livorno

COMMISSIONE

Prg porto, l'altolà del M5S: "Darsena Europa come la Tav"

Giorgio Carlini
Il sindaco Filippo Nogarin
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Il sindaco Filippo Nogarin

Grillotti (Cinque Stelle): effetto choc sull'ambiente e mega-appalto che farà gola alla mafia. L'assessore Aurigi punta invece a una deroga rispetto ai tempi della norma regionale: 60 giorni sono troppo pochi

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LIVORNO. Aveva parlato di un «sogno vicino all'essere realizzato» il presidente dell'Autorità Portuale, Giuliano Gallanti, dopo l'ok da Roma al Piano regolatore del porto, in attesa dell'approvazione in consiglio comunale della variante anticipatrice. Probabile però che il percorso a Palazzo civico si dimostri più tortuoso di quanto si potesse aspettare il numero uno dell'Authority: in seduta congiunta della terza e quarta commissione, è esplosa la polemica dei consiglieri a 5 Stelle, che hanno definito il Piano «una mostruosità dall'impatto devastante».
L'assessore Alessandro Aurigi ha preso le distanze da quelle dichiarazioni, paventando però la possibilità di chiedere in Regione una deroga alla legge 65, per avere più tempo per le controdeduzioni alle osservazioni sulla variante.

I consiglieri. «Spostare di un paio d'anni l'approvazione di un Piano mai discusso né condiviso dalla cittadinanza non farà collassare l'economia più di quanto non abbiano già fatto politiche nazionali scellerate e una gestione locale approssimativa». La bordata del consigliere grillino Giuseppe Grillotti arriva davanti a Gallanti e a Massimo Provinciali (segretario dell'Authority), presenti in aula per la precedente commissione su Alp. Grillotti cita un documento dell'Unità di verifica degli investimenti pubblici e mette in guardia contro «le gravi implicazioni ambientali, il rischio di incidenti rilevanti, gli impatti negativi sulla balneazione, sul turismo, sulla qualità dell'aria, in una città che ha già il più elevato numero di morti per tumori». E ancora: «Siamo sicuri che la Darsena Europa produrrà così tanti posti di lavoro? L'impatto sulla città sarà devastante e paragonabile alla Tav. Il costo di 1 miliardo e 200 milioni – conclude – rende il Piano appetibile per le organizzazioni mafiose che hanno grandi capitali».

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Invitato dai consiglieri di opposizione a precisare se la tesi sia condivisa o meno con la giunta, Grillotti spiega che si tratta di una «posizione personale», ma parla di «20 consiglieri del Movimento riottosi all'approvazione del Piano».

Poco dopo interviene Valter Sarais (Gallanti e Provinciali hanno già lasciato l'aula), che va addirittura oltre: «Facciamo attenzione a valutare soluzioni proposte da chi in passato ha combinato guai e magagne. Se i 30 consiglieri di maggioranza e opposizione studiassero un Piano regolatore, lo farebbero migliore dell'attuale. Concepire 5 milioni di metri cubi di cemento per una piattaforma in mare è vergognoso. Invece di spendere 1,2 miliardi su quel mostro, diamo 100 milioni all'amministrazione e facciamo diventare Livorno la città più bella d'Italia».

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L'assessore. Aurigi prende la parola per precisare che la giunta sta «lavorando anche con gli uffici a una bozza da sottoporre al consiglio comunale, per le controdeduzioni alle osservazioni sulla variante anticipatrice, che eventualmente potranno apportare delle modifiche all'atto». Una posizione ben più pacata rispetto a quella dei consiglieri.

«Non stiamo lavorando con perplessità – ripete più volte l'assessore all'urbanistica – ma con la volontà di fare valutazioni anche in merito alle indicazioni della Regione e del Consiglio superiore dei lavori pubblici». Al termine della commissione, Aurigi conferma però al Tirreno le «perplessità per la scelta della Regione di contingentare i tempi con la legge 65, che ci obbliga a fare tutto in modo più veloce».

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«Per questo – rivela – riterrei opportuna una deroga rispetto alla scadenza dei 60 giorni prevista dalla norma». Sebbene non ci sia ancora stata una richiesta ufficiale, i tavoli in Regione sull'accordo di programma potrebbero essere un'occasione per proporre la deroga. «Sarebbe un bel gesto – conclude Aurigi – nell'ottica della disponibilità della Regione nei confronti del territorio. Uno slittamento dei tempi ci darebbe la possibilità di fare valutazioni giuste e legittime».

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di Redazione web