Il Tirreno

Livorno

Minacciano il compagno col coltellino

di Lara Loreti
Minacciano il compagno col coltellino

Tre bambini di 10 anni prendono di mira un coetaneo straniero e lo chiudono in bagno: segnalati al tribunale per i minori

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LIVORNO. «È stato solo uno scherzo, non volevamo fargli del male». Parole in bilico. Pronunciate da bambini di 10 anni che non si rendono conto della non sottile differenza tra gioco e violenza. Giochi pericolosi, in cui un gruppetto di tre bulli ha preso di mira un coetaneo, compagno di classe, e l’ha minacciato con un coltellino. A scuola, mentre in aula era in corso la lezione. Pesanti le accuse nei confronti dei 3 bambini livornesi, che sono stati segnalati dai carabinieri al Tribunale per i minori di Firenze per minacce aggravate e bullismo: nel mirino era finito un bimbo straniero, vittima di vessazioni perché, come accertato dai militari, individuato come “debole”.

L’episodio più grave si è svolto la scorsa settimana nel bagno della scuola elementare che i ragazzini frequentano, che si trova nei dintorni di Livorno. I tre amichetti hanno portato il ragazzino in bagno, si sono chiusi tutti dentro, e poi lo hanno minacciato con il coltellino. Tre bambini conosciuti all’interno della scuola come problematici, troppo vivaci e già autori di vessazioni nei confronti dei compagni, come poi accertato dai carabinieri. Ma questa volta, il loro gesto non è passato inosservato, grazie al padre della vittima che si è accorto che qualcosa non andava e che alla fine ha fatto denuncia ai carabinieri.

La svolta c’è stata nel momento in cui il bimbo straniero, dell’Est Europa, dopo aver subìto la minaccia, è tornato a casa da scuola, manifestando un disagio. Il piccino non parlava più, era strano, non mangiava. Il babbo si è subito attivato. E ha cercato di stargli vicino e soprattutto di capire cosa fosse successo. Dopo varie insistenze, il bambino si è sfogato.

E ha rivelato al padre di essere stato vittima di vessazioni da parte di tre compagni. Allora, per prima cosa, il babbo si è recato a scuola e ha parlato sia con l’insegnante sia con il dirigente scolastico. Tuttavia, nessuno dei docenti si era reso conto della situazione. Proprio per fare chiarezza sul caso, il preside nei giorni successivi ha convocato i genitori di tutti e 4 i bambini, che vanno in classe insieme. A quel punto, dopo essersi consultato con la direzione dell’istituto, il padre della vittima ha deciso di recarsi dai carabinieri per fare denuncia.

I militari si sono mossi prima di tutto mettendo insieme le testimonianze. Poi, dopo aver raccolto la denuncia, i militari hanno segnalato i tre bambini al Tribunale per i minori di Firenze, che ora si muoverà per capire come agire nei confronti dei bimbi autori del gesto. Come poi accertato dai militari dell’Arma, guidati dal tenente Leonardo Bricca e dal colonnello Andrea Guidoni, si tratta di tre bambini che vivono una situazione di disagio in famiglia.

Proprio per cercare di recuperare i ragazzi, il caso è stato segnalato ai Servizi sociali del Comune che si sono già attivati per dare assistenza alle famiglie. Il ruolo dei Servizi sociali sarà centrale non solo per i tre bambini considerati responsabili della violenza, ma anche per la vittima, che è apparsa particolarmente colpita dal gesto subìto. Gli esperti del Comune si adopereranno anche per far capire ai bulletti che atti del genere sono violenti e non certo scherzosi.

Ora i carabinieri, molto attenti al fenomeno e a tutte le problematiche che emergono sul territorio che riguardano i minori, sono al lavoro per capire se ci siano stati (e nel caso in che termini) altri episodi di bullismo con protagonisti i tre bambini.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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