La protesta
Il prof Giannini: «È la logica del dominio»
Il pedagogista: «La scuola incoraggia la competizione e chi non eccelle reagisce imponendosi con la forza»
LIVORNO. «Quando accadono fatti violenti del genere, al livello sociale scattano sentimenti contrastanti: da una parte la rabbia verso chi ha compiuto l’atto di prevaricazione, anche se è piccolo di età, dall’altro la tenerezza verso la vittima. Però in una società, c’è cultura civile se ci si occupa sia delle vittime sia degli aggressori». La riflessione è di Lamberto Giannini, pedagogista specializzato nella relazione genitori/figli, e docente al liceo Enriques.
L’esperto analizza il fenomeno: «Il bullismo ha la matrice nella logica del dominio. La cultura dell’Occidente si basa sul principio dell’ “esisto se domino”. Il pensiero comune è che l’identità di una persona si riflette solo se io schiaccio l’altro. E quindi può succedere che un bambino che non ha possibilità di eccellere nello sport, nella scuola e così via, trovi come unico modo per emergere la violenza. Tutto ciò va analizzato senza condanne né accuse. Ma il punto centrale resta che questa logica va cambiata».
La scuola ha le sue responsabilità in questo. Lo sostiene Giannini: «Una scuola che mira solo a ampliare le competenze (spesso senza riuscirci) è fallimentare. Se c’è solo competizione, la conseguenza è che chi non eccelle può diventare violento. Al contrario, bisognerebbe investire nella formazione e nell’emotività, e non aver paura di essere fragili. Valorizzare la fragilità contro la forza porterebbe anche a migliorare lo spessore culturale. Invece, purtroppo, il Ministero manda input solo sull’affinamento delle competenze, incoraggiando le gare tra scuole, fomentando così l’ansia da prestazione. Ne deriva che chi è fuori dal gioco schiaccia l’altro. Ci vuole una scuola più attenta alla persona: don Milani docet. La colpa non è degli insegnanti ma del sistema». Per Giannini è “normale” che i bimbi scoperti si siano giustificati parlando di scherzo: «Cercano di sminuire e in parte neanche si rendono conto. Importante il ruolo dei Servizi sociali». (l.l.)
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