Gioco
Attore livornese nello spot western di Fiorello
E' il livornese Guglielmo Favilla la "spalla" di Fiorello nello spot di Wind con ambientazione western. Ha alle spalle il gran successo del film "Fino a qui tutto bene" al festival di Roma
LIVORNO. C’è un po’ di Livorno nel nuovo spot “Wind” di Fiorello in onda in questi giorni sui principali canali televisivi nazionali. La macchina da presa scivola tra i tetti di legno di un villaggio West, tre cowboy sfrecciano veloci e ad aspettare Fiorello (che arriva al saloon con la bicicletta elettrica) e a fargli da spalla c’è il livornese Guglielmo Favilla, trentaquattrenne, astro nascente del cinema italiano.
Fin dal suo esordio coi “Licaoni” (gruppo di videomaker livornesi), Favilla, di cose ne ha fatte tante e tutte bene: non a caso il regista dello spot Wind, Sidney Sibilia, classe 1981, già autore della commedia campione d’incassi “Smetto quando voglio”, aveva incontrato Guglielmo proprio sul set del film e lo ha voluto per il ruolo del co-protagonista dello spot accanto a Fiorello.
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Lo spot, dalla caratteristica (e rigorosa) ambientazione western, è stato girato a Voghera a “Cowboyland”, un parco a tema molto conosciuto in Lombardia, un po’ l’equivalente del nostro “Cavallino matto”. Ma è un autunno d’oro quello dell’attore livornese che insieme al cast del film “Fino a qui tutto bene” di Roan Johnson (del quale è co-protagonista con Silvia D’Amico, Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Melissa Anna Bartolini e Isabella Ragonese) ha trionfato all’ultimo Festival del cinema di Roma, dove il film si è aggiudicato il gran premio del pubblico ed è stato definito “una delle pellicole dal respiro più europeo che l’Italia abbia mai prodotto, un gioiellino che richiama il Nanni Moretti di ‘Ecce Bombo’ e i film di John Cassavetes”.
Il film, diretto dal pisano (a dispetto del nome) Roan Johnson – e ambientato a Pisa in contesto post-universitario – uscirà il 29 gennaio 2015 in 90 sale, distribuito da Microcinema. Ma Favilla non è stato con le mani in mano: sarà anche nella seconda serie de “I delitti del BarLume” (dai libri di Marco Malvaldi, sempre diretto da Johnson), ha recentemente pubblicato la sua prima fatica da sceneggiatore di fumetti, l’albo “Donatello” disegnato da Alessandro Ballucchi (Kleiner-Flug, 13 euro), e in teatro sta portando in tour “Gli ebrei sono matti” di Dario Aggioli, spettacolo molto emozionante, dove Guglielmo interpreta un livornese ebreo che durante la seconda guerra mondiale si finge matto per scappare ai fascisti, ispirato alla storia vera raccontata da Carlo Angela (padre di Piero Angela) direttore di una casa di cura per malattie mentali negli anni ’30 e ’40 e che salvò molti ebrei confondendoli coi pazienti.
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Intanto, adesso Favilla è in Umbria, dove sta girando "Alienween", film horror internazionale a basso budget diretto da Federico Sfascia, già segnalatosi nel cinema indipendente mondiale con "I Rec U" interpretato, fra gli altri, da Terry Gilliam (membro del gruppo comico Monty Python e regista di “Brazil”, “Paura e Delirio a Las Vegas” e de “L'Esercito delle 12 scimmie”).
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