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Livorno

Accordo su Livorno, opposizioni all’attacco «Comune senza idee»

Accordo su Livorno, opposizioni all’attacco «Comune senza idee»

Il sindaco Nogarin replica: «Meglio un dibattito aperto anziché presentare un documento già confezionato»

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LIVORNO. Si intitolava "Priorità in merito agli accordi di programma sul rilancio dell'area livornese", la seduta congiunta della terza e quarta commissione, in scena martedì a Palazzo civico. L'incontro si è però focalizzato quasi solo sul porto. La proposta condivisa dal consiglio, da presentare in Regione per un'intesa sul “modello Piombino”, sembra ancora lontana, nonostante l’incontro sia fissato per l'11 dicembre a Firenze.

Dopo un’ora e mezza di discussione su Prg e variante anticipatrice, si registra la sorpresa delle opposizioni: si aspettavano una bozza di proposta dalla quale cominciare il confronto. In aula, oltre al sindaco Nogarin, è presente la giunta al completo (mancano solo Gordiani e Perullo). Ma di documenti neanche l'ombra. «Sembra che non vogliate pronunciarvi sulle scelte con atti ufficiali», critica Cannito (Città Diversa). Raspanti (Buongiorno) dice che «mi aspettavo di ascoltare gli assessori». Perplessi De Filicaia eRia (Pd), e Amato (Fi) accusa: «Mi sorge il dubbio che la giunta non abbia idee».

«Ritenevamo costruttivo innescare un primo dibattito aperto – risponde il sindaco – piuttosto che presentare un documento già pronto. Abbiamo il tempo di riconvocare commissioni e consiglio, su una bozza redatta dal gruppo di maggioranza anche tenendo conto delle osservazioni». E il capogruppo M5S Bastone: «Le idee le abbiamo e le abbiamo già espresse in consiglio. Apriamo il dibattito sulle esigenze della città: non solo porto ma anche commercio, turismo, cultura, energie rinnovabili, imprese innovative».

La vicesindaco Stella Sorgente segnala che «ci sarà la proposta di partire dalle fasce giovanili: ne ho già parlato con Rossi e Simoncini». Sul finire di commissione l'assessore Martini fa una carrellata delle attività messe in campo dalla giunta da far valere nell'accordo di programma: dal rilancio di cultura e turismo a un'economia diversificata, dal censimento delle aree industriali alle reti telematiche. E Martini si lascia scappare: «È mezz'ora che ci battibecchiamo sul niente» prima che la seduta sia sciolta. (g.ca.)

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