Gioco
Ruba pane e cioccolato per fame il supermarket non lo denuncia
Il cinquantenne aveva cercato di portare via dagli scaffali della Conad di via Grande alimenti per un valore di appena 20 euro: alle forze dell’ordine ha riferito di non avere lavoro
LIVORNO. Un po' di cioccolata, una baguette, qualche cartone di vino: l'uomo, un livornese di 59 anni, prova a rubarli dagli scaffali di un noto supermercato. In totale poco meno di 20 euro di alimenti. E il titolare del negozio, dopo l’arrivo dei carabinieri, decide di non denunciarlo.
Un furto particolare quello registrato lunedì alla Conad di via Grande. Sono le 11.30 quando l'uomo raggiunge il supermercato al piano interrato, prende alcuni generi alimentari dagli scaffali e poi cerca di superare la cassa numero due senza pagare. Parte il suono anti-taccheggio, una commessa se ne accorge e dà l'allarme: l’uomo viene rincorso e fermato da alcuni dipendenti. Arrivano i carabinieri, viene identificato. Ma il responsabile del negozio, considerando la scarsa entità del furto (circa 20 euro) e la merce, decide di non sporgere denuncia. «È stato un furto per fame – dice – diverso dai molti che registriamo di solito: la situazione era già critica, ha detto di non avere lavoro, si vedeva che non stava bene, e in via eccezionale, anche se non è questa la politica che seguiamo di solito, abbiamo deciso di non denunciare».
Nelle tasche della giacca l'uomo non nascondeva oggetti per la casa, di profumeria o di particolare valore. Cibo, aveva soprattutto cibo: una baguette, due tavolette di cioccolata, del polpo marinato, parmigiano, tre cartoni di vino. Una storia forse come tante, finita in modo diverso.
A dire la verità tra gli scaffali fa quasi più notizia che il tentato furto faccia notizia. Perché, spiegano gli addetti ai lavori, «ormai nei supermercati, soprattutto in centro, i tentativi di furto sono moltissimi».
Anche se di solito, come riferiscono i responsabili (a pagina 5), i reparti più soggetti a furti sono quelli degli alcolici (comunque un campanello di allarme sociale) e della profumeria, non mancano i cosiddetti reati per fame dettati dalla necessità. Una necessità in crescita nel guado della crisi. «Capita che troviamo le vaschette della carne vuote – raccontano i commessi – vuol dire che qualcuno si mette il macinato in tasca». Di solito, in caso di furto, i dipendenti verificano prima se il diretto interessato è in grado di pagare, quindi chiedono di saldare il conto. In caso contrario, riportano la merce sugli scaffali e scattano le denunce. Non lunedì. Non di fronte alla baguette e alle due tavolette di cioccolata. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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