Gioco
Provincia, partenza caos ma l’asse Pd-Fi regge
L’opposizione chiede di sospendere la prima seduta, decisivo il voto di Franchi Cannito duro: «Avete iniziato male, vi credete maggioranza ma non lo siete»
LIVORNO. Richieste di sospensione dall'una e dall'altra parte, scambi di accuse più o meno velate, fino alla discussa conclusione anticipata dei lavori: il nuovo corso della Provincia non è certamente cominciato all'insegna di quella collaborazione auspicata dal neo presidente Alessandro Franchi.
Dopo una seduta inaugurale nel novembre scorso, c'è stato il primo incontro del consiglio provinciale nella sua nuova veste in seguito alla legge di riforma n. 56 del 2014. L'andamento dei lavori è stato al limite del paradossale: si è avuta la conferma di quanto siano delicati gli equilibri a Palazzo Granducale, a causa della strana conformazione per la quale il Pd, che ha eletto il presidente, conta 5 consiglieri, potendo garantirsi la maggioranza solo con l'appoggio dell'unico consigliere di Forza Italia, rispetto ai 6 membri di Assemblea Democratica.
Ed è il gruppo di opposizione, a inizio seduta, a chiedere a sorpresa la sospensiva del consiglio. Il motivo? L'incontro non è stato preceduto dalla conferenza dei capigruppo. Così, come spiega il capogruppo di Assemblea Democratica, Marco Cannito, i consiglieri si trovano davanti un ordine del giorno arbitrario, senza la possibilità di approfondimenti: «Chiediamo un rinvio, tranne che per il punto urgente sulle variazioni di bilancio». «Si tratta di un mancato adempimento politico molto grave», gli fa eco Alessandro Masoni. «Nessuna volontà di tenere i consiglieri all'oscuro - ribatte Franchi - la convocazione era necessaria per approvare le delibere che hanno una scadenza imminente. La condizione di incertezza - aggiunge - riguarda tutti noi, in un momento in cui dopo la riforma non c'è un regolamento definito, in attesa che sia redatto il nuovo statuto».
Si va al voto sulla sospensiva: i lavori, nonostante le polemiche, proseguono grazie ai 7 voti favorevoli (1 di Forza Italia e 5 del Pd, oltre a quello di Franchi) e i 6 contrari (Assemblea Democratica).
L'esito della votazione si ripresenta in modo identico per gli atti successivi. Almeno fino a quando la consigliera Pd, Sandra Scarpellini, lascia il consiglio per un problema di salute. In quel momento si discute la programmazione della rete scolastica 2015-2016: i consiglieri di opposizione paventano l'astensione, e con 6 voti favorevoli e 6 astenuti la delibera non passerebbe. La seduta viene sospesa per mezz'ora: quando riprende, dopo lunghi colloqui, in aula per Assemblea Democratica si presenta solo Cannito. «In accordo con i miei colleghi - annuncia - voterò solo io, in modo favorevole, preservando il numero legale e l'approvazione della delibera. Ma questa - avverte - è la prima e ultima volta che vi garantiamo questo tipo di sostegno. Siete partiti col piede sbagliato: vi considerate maggioranza, ma non lo siete».
L'atto è approvato con 7 voti favorevoli. Tutto finito? Neanche per sogno. C'è un ultimo punto all'ordine del giorno: riguarda i compensi in favore degli avvocati dipendenti dell'ente. Stavolta però è il Pd a chiedere la conclusione anticipata dei lavori. Si va ancora al voto: 6 favorevoli alla sospensione (Forza Italia, i 4 del Pd e Franchi), 5 contrari. La seduta è sciolta, un attimo prima che Assemblea Democratica si accorga che manca un voto contrario: è quello di Masoni, che forse per distrazione, o forse per un errore tecnico, non vede conteggiato il suo voto dal computer. Intanto i consiglieri Pd hanno già lasciato l'aula, senza la possibilità di un nuovo conteggio (che sancirebbe la continuazione dei lavori). Il capogruppo Pd, Federico Mirabelli, prova a fare da paciere, invano: Marco Bruciati e Silvia Gesess parlano di irregolarità, Fabrizio Callaioli addirittura di "porcheria". Così, dopo il primo consiglio provinciale, la tregua a Palazzo Granducale sembra già finita.
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