Gioco
«L’azienda si è messa una mano sul cuore»
Il gestore: «Abbiamo fatto un’eccezione, spesso cercano di portare via alcolici, articoli di profumeria e oggetti da rivendere»
LIVORNO. «È stato un furto per fame: ha rubato pane e cioccolata. La sua situazione era già critica, ci siamo confrontati con i carabinieri e in via eccezionale abbiamo deciso di non sporgere denuncia». Emiliano Marangio, 30 anni, è il gestore della Conad di via Grande. Il gestore che ha deciso di non denunciare l’uomo che lunedì aveva cercato di uscire dal supermercato con 20 euro di alimenti nascosti nelle tasche.
«Quando il cinquantenne ha superato le casse – racconta il titolare – è scattato l’allarme e lo abbiamo fermato. Con sé aveva qualche baguette, due tavolette di cioccolata, del polpo marinato, parmigiano, tre cartoni di vino. Ha riferito ai carabinieri di essere disoccupato e di vivere in una casa senza luce né acqua. Si vedeva che non stava bene. Ha cercato di rubare generi alimentari e non ha danneggiato niente. In via eccezionale abbiamo deciso di recuperare la merce e di non denunciare». In via eccezionale visto che, sottolinea il gestore, «la linea aziendale è di denunciare i furti, ma in questo singolo caso, valutando tutti i fattori, ci siamo messi una mano sul cuore». Di solito, in caso di tentato furto, gli addetti chiedono di pagare la merce, altrimenti scattano restituzione e denuncia.
Non è la prima volta che si registrano furti per fame. «Qualche volta – racconta il titolare – troviamo le vaschette della carne aperte e vuote». Ma, sottolinea, i casi sono pochi. «A fronte - spiega - dei molti tentativi di furto che si registrano ogni mese (anche 4-5 al giorno, con una quarantina di denunce che abbiamo deciso di presentare da ottobre), solo pochissimi sono per fame». «I furti in generale – lancia l’sos subito dopo – sono tanti e di altro tipo, in centro la situazione è disarmante. I più cercano di rubare alcolici e vino: entrano e raggiungono direttamente quel reparto. Poi ci sono gli articoli di profumeria: dalle lamette ai profumi, ma anche pasta per dentiere, che abbiamo messo sotto chiave». Altro sono i cosiddetti furti da rivendita: «In 5 o 6 casi, l'ultimo proprio pochi giorni fa, hanno cercato di portare via pezzi di parmigiano da rivendere, per un valore di oltre 150 euro. In questi casi abbiamo sempre sporto denuncia».(j.g.)
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