Gioco
Gordiani assicura: "Il salario degli spazzini non si tocca"
L'assessore si impegna in commissione sull'applicazione del contratto Fise. I sindacati: "Modificate il bando". La giunta dice no ma indica una possibile via d'uscita
LIVORNO. «Non passi il messaggio che io e questa amministrazione siamo dei macellai sociali. La nostra linea politica è sempre stata quella di tutelare i salari dei lavoratori, di rispettare la legge e il contratto nazionale di settore firmato dai sindacati. Il sillogismo secondo cui quello che è scritto nel bando porterebbe automaticamente al contratto multiservizio, da parte nostra non è mai stato fatto. La parola "spazzamento" non compare nel contratto multiservizio e questo è il punto di snodo. Rispettare il contratto di settore è l'indirizzo politico di questa giunta». L’assessore Giovanni Gordiani ieri mattina in commissione lavoro c’ha messo la faccia e sulle indicazioni di maggioranza e opposizione ha garantito che da gennaio con l’avvio del nuovo appalto, l’amministrazione non accetterà che sulla testa dei 78 spazzini livornesi arrivi la tanto temuta accettata di 5000 euro netti su stipendi che non arrivano a 17mila euro annui comprese tredicesima e quattordicesima.
Le intenzioni dichiarate da Gordiani sono miele per le orecchie degli spazzini, ma il modo con cui la giunta avrebbe intenzione di impedire alla società che vincerà l’appalto di applicare il contratto multiservizi e di imporle il mantenimento dell’attuale contratto Fise Assoambiente, è complicato. Non è un caso che carichi di dubbi e incertezze gli operatori Cooplat siano rimasti per tutto il giorno in presidio davanti e dentro a palazzo civico, alla ricerca di un ulteriore contatto con l’assessore, con l’obiettivo di fare un’opera di convincimento perché la volontà espressa in commissione si traducesse in modifica del bando.
Il risultato? A quanto pare in serata la posizione dell’amministrazione si sarebbe fatta più morbida rispetto alla mattina e soprattutto rispetto a lunedì quando l’assessore Martini era stato tranchant: il bando non si cambia.
Ma è chiaro che le vicissitudini di questi ultimi tre mesi difficilmente possono far prevedere qualcosa di certo. Cosa farà l’amministrazione lo scopriremo entro poche ore visto che domani il “famigerato” bando andrà a scadenza.
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Anche l’esito della commissione è stato per certi versi contradditorio. «Ci sono sedi apposite di verifica delle offerte anomale», ha detto Gordiani senza tuttavia mai nominare la modifica del bando con l’inserimento del Fise e questo ha mandato su tutte le furie gli spazzini.
«Se Gordiani e l’amministrazione comunale vogliono tutelare i nostri salari e imporre il contratto Fise come dicono, il modo è semplicissimo: basta che modifichino il bando e inseriscano l’obbligo di mantenere l’attuale contratto, esattamente come è stato fatto l’anno scorso. Dato però che non lo fanno, è logico pensare che le intenzioni dichiarate non corrispondano alla reale volontà politica», accusano i lavoratori.
«Imporremo il Fise a chi vincerà l’appalto», è stata invece la tesi sostenuta da Gordiani come possibile via d’uscita. «Ma non è possibile», hanno replicato i sindacati.
Non è un caso che la stessa Aamps sul proprio sito, a precisa domanda di un’azienda che chiedeva se al personale potrà essere applicato un contratto diverso dal Fise Assoambiente, così rispondeva: “L’impresa dovrà indicare, prima dell’inizio del servizio e comunque annualmente, il contratto nazionale che applicherà al personale impiegato nello svolgimento delle prestazioni oggetto dell’appalto. Nella documentazione di gara non sono previste clausole o restrizioni particolari per il personale assorbito a cui potrà essere applicato il Ccnl dell’impresa partecipante alla procedura, purché inerente l’oggetto dell’appalto”.
Ci sono altri contratti inerenti l’oggetto dell’appalto e dunque applicabili da chi si aggiudicherà il servizio? Secondo Gordiani e l’amministrazione no («il multiservizi - ha sostenuto l’assessore - non è applicabile per lo spazzamento e vigileremo su questo»). Secondo i sindacati però non è così: «Chi vincerà l’appalto, per come è scritto oggi, potrà applicare il multiservizi o addirittura il contratto delle cooperative sociali», ripetono più volte Giovanni Golino della Cgil e Claudio Sodano della Uil. E portano l’esempio di Firenze dove gli spazzini lavorano col contratto multiservizi e non Fise col beneplacito del Consiglio di Stato. Dunque? «Gordiani faccia modificare il bando ad Aamps e il problema è risolto». Oggi scopriremo.
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