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Livorno

Sughere, polemiche sul nuovo padiglione

Sughere, polemiche sul nuovo padiglione

Sarà destinato ai detenuti di alta sicurezza. Solimano: «Speravamo di risolvere il sovraffollamento»

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LIVORNO. La notizia non è ancora ufficiale, ma poco ci manca: il nuovo padiglione del carcere livornese sarà destinato ad ospitare detenuti ad alta sicurezza ed elevato indice di vigilanza. È lo stesso garante dei detenuti della Regione Toscana, Franco Corleone, a confermare che l’annuncio è stato fatto dall’attuale reggente del Dipartimento di amministrazione penitenziaria.

«Non ci sono detenuti di serie a o b per noi, questo è bene chiarirlo -sottolinea Marco Solimano garante dei detenuti del comune di Livorno- ma in seguito alla chiusura di due padiglioni nel 2011, pensavamo di poter rimediare al problema del sovraffollamento delle carceri, e poi ripristinare una sezione femminile». Il garante dei detenuti, Marco Solimano, insieme a tutti i capigruppo del consiglio comunale, alla vicesindaco Stella Sorgente, l'assessora Ina Dhimgijini, la presidente del consiglio Giovanna Cepparello, ha chiesto che l'amministrazione penitenziaria ascolti le istanze del territorio per attivare meccanismi virtuosi volti ad un percorso di rieducazione e reinserimento dei detenuti nella società e non solo punitivo.

«Domani porterò all'incontro con il ministro Orlando le richieste del territorio: ascolto e rispetto sono due elementi chiave senza cui non è possibile dialogare e lavorare - commenta Corleone - Personalmente sono contrario a una decisione calata dall’alto senza confronto con la città e in aperta conflittualità con il principio della territorialità della pena».

Intanto venerdì, in consiglio comunale, sarà firmato un atto all'unanimità con cui si intende rivendicare un ruolo della città e delle sue istituzioni rispetto alla futura destinazione del carcere. Il principio di territorialità dei detenuti non è un capriccio, ma è indispensabile per favorire il loro reinserimento nella società, ricostruire relazioni affettive, sentirsi ancora persone e non numeri dietro le sbarre. Tra le priorità riaprire quindi la sezione femminile a Livorno. «Avere la sezione femminile nel carcere di Livorno rappresenterebbe un riavvicinamento delle detenute al territorio -commenta Dhimgjini - in aderenza al principio della territorialità della pena».

«Io sono qui in doppia veste, anche come consigliere regionale - interviene Marco Ruggeri- Certamente non neghiamo che a Livorno possano arrivare detenuti ad alta sicurezza, ma questo prevede un ulteriore ristrutturazione del carcere, non l'utilizzo di padiglioni che inizialmente erano stati destinati ad altro». La voce della città è univoca, da Amato di Forza Italia a Raspanti di Buongiorno Livorno si chiede di tenere in considerazione i bisogni del territorio e della città.

Giulia Mancini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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