Gioco
Commento / La difesa a oltranza dei figli
I genitori spesso piombano all’uscita da scuola, a volte in classe, e pretendono di aver ragione, prendendo sempre le parti dei figli
Se li vedono piombare davanti all’uscita di scuola quando non direttamente in classe, i giorni di ricevimento diventano a volte giorni di trincea, offese e aggressioni botte sono i casi limite ma la polemica insistente è una consuetudine. Insegnanti versus genitori, con i primi ormai accerchiati dall’invadenza dei secondi. Pronti a tutto pur di difendere i pargoli (ma anche pargoli assai cresciuti come quelli che frequentano le superiori) da presunte ingiustizie, punizioni ritenute accanimenti, voti sui quali c’è sempre da ridire se sono bassi. Babbo e mamma del nuovo millennio una missione hanno chiara in testa, parteggiare sempre e comunque per i propri figli, trovare mille giustificazioni per loro e mille colpe per la scuola e per gli insegnanti.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.10421532:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2014/12/02/news/toglie-il-cellulare-a-una-ragazza-insegnante-aggredita-dal-babbo-1.10421532]]La ragazzina accende, contro le regole, il cellulare dentro l’edificio scolastico? La prof che lo sequestra agli occhi del genitore appare probabilmente una sorta di aguzzina, patetica nel suo chiedere disciplina, prepotente nella sua richiesta di rispetto. Ne discutono tutti i giorni i docenti delle nostre scuole, delle scuole d’Italia. Circolano anche vignette sul web che raccontano come se un tempo (ma mica poi tanto lontano) il ragazzino che portava a casa un’insufficienza si beccava magari uno schaffone ora lo schiaffone della mamma rischia di prenderselo il professore. Difesa a oltranza dei figli quindi, che perdono così anche una delle poche occasioni di crescere, di prendersi le loro responsabilità, di capire gli errori, di migliorarsi.
E occhi chiusi di fronte all’evidenza, al bullismo con cui l’erede considerato un ragazzo modello tiranneggia i compagni, alle assenze destinazione moletto. Occhi chiusi, se non addirittura benevolenza per quel “mi bimbo” che ha pur diritto di divertirsi e questo vale sempre, dai 6 anni fino all’università, appena la scuola tenta di dare un senso e una struttura ai giovani pensieri. Così ecco al top della hit parade delle lamentele dei genitori c’è quella per i troppi compiti, sempre troppi, quasi sempre inutili mangiatempo, il tempo del gioco e del cazzeggio. Seguono in ordine sparso voti bassi, atteggiamenti severi, ramanzine che si è convinti turbino i sensibili figlioletti. E niente può fermare i genitori difensori: salgono in cattedra con l’arroganza dell’ignoranza e convinti che la scuola sia solo una parentesi della vita. E molto spesso gli insegnanti devono arrendersi.
@crigrasso
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