Gioco
Ballantini: «Nogarin, rimetta la querela»
Il comico sulla vignetta: «Come dice Antonio Ricci la satira è come una cacca di piccione su una statua, se hai un ruolo te la tieni»
LIVORNO. Ancora interventi sul caso della vignetta diffusa da Associaizone Livorno Democratica e querelata dalla giunta Nogarin assieme ai giornali (Nazione e Tirreno) che l'hanno pubblicata. La vignetta, riferendosi alla polemica sui rimborsi spese agli assessori che abitano fuori Livorno, raffigurava il sindaco Nogarin e l'assessore Nicola Perullo travestiti da banditi, mascherati e armati (un po' genere Banda Bassotti) che rapinavano le casse comunali.Dario Ballantini, livornese doc, celebra per le sue imitazioni a Striscia la Notizia, attore di cinema e tv, ma anche pittore, in questi giorni ha debuttato con il suo spettacolo "Da Balla a Dalla"al teatro Goldoni. Con la sua città Ballantini continua ad avere un rapporto intenso, qui ha casa e segue le vicende labroniche. Quindi ti sarai fatto un'idea su questa querela… . Cosa consigli a Nogarin? «Ritirare la querela. Quando vieni colpito dalla satira conviene abbozzare. Perché o hai una risposta forte e ancora più satirica di ciò a cui reagisci oppure tio scopri, dimostri che sei stato colpito sul vivo». Insomma, bisogna subire… «Beh se ci sono frasi tendenziose ma davvero diffamatorie, non mediate dall'umorismo, almeno una protesta si può fare… Ma la querela è sempre controproducente i questi casi.Come dice Antonio Ricci, il maestro di Striscia e della satira italiana, "la satira è la cacca di piccione sopra la statua. Hai un ruolo? Ti tieni la cacca…" - dice ancora Ballantini - E poi tutto sommato quel riferimento alla Banda Bassotti sdrammatizza molto la cosa, sono simpatici ma non criminali veri. Insomma è una bacchetta ma non mi sembra così grave». Che limiti ti poni tu nel campo della satira?: «Quello della volgarità. A me non riesce essere volgare. Devo imitare Salvini per Striscia? Ecco, posso essere cattivo ma non volgare e non mi piace evidenziare i difetti fisici. Io sono più per la satira che evidenzia le debolezze dell'uomo, la satira politica non mi affascina. E' un gioco delle parti, non me la sentirei di prendere una bandiera».
(c.g.)
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