Gioco
Vivere bene, Livorno record nella pagella del "Sole 24 Ore"
LIVORNO. La pagella del vivere bene quest'anno - redatta puntualmente dal Sole 24 Ore - ci regala la gioia di una brillante promozione.Per il quotidiano confindustriale, infatti, nella graduatoria della “qualità della vita” siamo addirittura a un passo dalla top ten (esclusi solo per un punticino): 11ª posizione assoluta, venti gradini più su del 2013 e secondo posto in Toscana alle spalle di Siena che si piazza al nono posto.
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Basta però curiosare un po' dentro le statistiche per accorgersi che, al di là delle cautele con cui vanno maneggiati questi “termometri” della febbre sociale, saltano agli occhi alcune contraddizioni tipiche della nostra realtà. Ma anche qualche sorpresa che, forse, non ci aspettavamo. Ad esempio, la più macroscopica riguarda il tenore di vita: la nostra provincia fa un clamoroso balzo in avanti fino a piazzarsi al 16° posto; al contrario, là dove la ricchezza si produce, nel capitolo lavoro e affari, ecco che scivoliamo giù al 42° scalino.
Molto bene ci piazziamo nel capitolo dedicato ai servizi ambientali e salute: Livorno è addirittura nona su 107 capoluoghi di provincia, mentre c'è qualcosa che non va per quanto riguarda la sicurezza (giù al 56° posto nella graduatoria dell'ordine pubblico).
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Per chi volesse buttarla in politica – e qualcuno ci sarà di sicuro – va subito detto che la quasi totalità degli indicatori sono relativi all'anno 2013 e al primo semestre del 2014, perciò quando Livorno era ancora governata dalla giunta Pd guidata da Alessandro Cosimi. Fanno eccezione i dati relativi alle imprese (fino a settembre 2014), alla presenza di librerie e cinema (sempre settembre 2014), all'impiantistica sportiva (agosto 2014), che quindi riguardano la nuova amministrazione a Cinque Stelle del sindaco Filippo Nogarin.
Fatta questa doverosa precisazione, torniamo ad analizzare gli indici che hanno spinto Livorno a conquistare questo sorprendente 11° posto nella graduatoria nazionale della Qualità della vita. Guardiamo, per dirne una, il capitolo relativo al tenore di vita, cioè al benessere economico delle famiglie. Come è facilmente prevedibile, andiamo maluccio nel valore prodotto (36° posto), ancora peggio nel patrimonio medio familiare (53°) e nella spesa per i beni durevoli (49°) ma schizziamo addirittura al 5° posto nazionale nella graduatoria relativa all'importo medio della pensione mensile: insomma, la ricchezza di Livorno continua ad essere l'assegno di chi è a riposo.
E passiamo alla dolenti note degli affari e del lavoro. La nostra città e la provincia non sembrano affatto essere la patria delle opportunità. Anzi...
Lo spirito di iniziativa non sembra proprio attecchire nella nostra città, se è vero che siamo al 70° posto come numero di imprese registrate. Grande è anche la sofferenza nei pagamenti: Livorno è al 69° gradino tra i creditori difficili. Insufficiente la quota delle esportazioni (54°) e il numero di giovani imprenditori (40°). Il tasso di occupazione ci vede galleggiare in 42ª posizione, mentre risiliamo al 7° posto nella propensione a investire.
Da questa graduatoria emerge che è più che buono lo standard dei servizi pubblici: si pensi al 12° posto, per esempio, nella graduatoria degli asili nido. Meno bene le cose vanno nella sanità: nella classifica del tasso di emigrazione ospedaliera, Livorno è 45ª.
A far sorridere i livornesi c'è però il clima: terzi a pari merito con Imperia, dietro Genova e Palermo. Anche la giustizia viaggia abbastanza veloce dalle nostre, se è vero che la ricerca del “Sole” ci piazza al 17° posto in Italia. Ma c'è un dato che merita di essere ulteriormente approfondito: Livorno è tra le province con il maggior numero di coppie in crisi. Siamo infatti fra le cinque province italiane dove più frequenti sono le separazioni e i divorzi.
Cresce anche un diffuso senso di insicurezza tra i livornesi: aumentano scippi e borseggi (85° posto in Italia), i furti in casa (63°) e le rapine (62°). Nella variazione totale dei reati tra il 2007 e il 2013, Livorno si piazza al 63° posto a dimostrazione di questo peggioramento sul fronte della sicurezza dei cittadini.
Il segreto del successo è però, ancora una volta, il tempo libero. Che spazza via tutte le preoccupazioni, o così almeno sembra: se è vero che siamo solamente al 63° posto come numero di librerie (ahi ahi), risaliamo al 13° posto per numero di cinema, in 12ª posizione per numero di bar e ristoranti, al 9° per indice di copertura della banda larga. A sorpresa, invece, caliamo nell'indice dedicato allo sport, che pure è un settore dove spesso abbiamo trionfato in passato: il giornale degli industriali ci classifica solo al 25° posto.
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