Toscana
Psi e Riformisti: «Coinvolgere i privati»
«L'Ordigno non sia il simbolo della nostra cultura». Questa la riflessione di Marco Agostini, capogruppo di Noi Riformisti e Alberto Rossi, segretario provinciale del Psi. «Quanto accaduto al...
«L'Ordigno non sia il simbolo della nostra cultura». Questa la riflessione di Marco Agostini, capogruppo di Noi Riformisti e Alberto Rossi, segretario provinciale del Psi. «Quanto accaduto al teatro Ordigno di Vada - scrivono - deve far riflettere sul futuro della cultura nel nostro comune: con le strutture vincolate ai rischi del patto di stabilità, che di fatto e in realtà è la causa di questo disservizio, è sempre più necessaria una diversa programmazione e razionalizzazione del settore». Da tempo, sottolineano i rappresentanti di Noi riformisti e Socialisti «abbiamo lanciato la prospettiva di racchiudere tutte le associazioni culturali territoriali in un unico soggetto più ampio al fine di una migliore efficienza: allo stesso modo le strutture devono essere razionalizzate e migliorate, senza escludere la possibilità se necessario di verificare anche la partecipazione in processi di coinvolgimento anche di privati». Secondo Agostini e Rossi, «credere che il problema Ordigno sia un problema senza ritorno è sbagliato e può rappresentare una visione miope: anzi, vediamo relativamente a questa situazione troppa demagogia politica su di un problema che verrà risolto a prescindere da quanto detto. Riteniamo tuttavia più interessante inquadrare la questione in un progetto di cultura più ampio per dare appunto respiro alle varie associazioni locali. Le proteste rappresentano l'espressione democratica di idee e forze rispettabili ma non possono essere veicolo esclusivo di strumentalizzazione politica».
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