Il Tirreno

Livorno

Capraia, guerra al Tar sul porto

Una società di privati contro i gestori degli ormeggi: ci hanno tolto l’alaggio

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LIVORNO. Sarà il Tar di Firenze a decidere se è giusto o meno che il porto rifugio di Capraia sia gestito in regime di monopolio da una Spa che da prevalente capitale pubblico (il Comune aveva oltre il 50 per cento delle azioni) si prepara a diventare privata e a godere in toto delle concessioni che l'Autorità Portuale di Livorno aveva dato al Comune.

A presentare ricorso nei giorni scorsi è stata la società "La Fiumarella Srl " (composta da residenti e persone che hanno la casa sull’isola) che, nel 2005, acquistò l'impresa di rimessaggio “Il Gabbiano”.

Dal canto suo l'Autorità Portuale, che gestisce lo specchio d’acqua, riunite tutte le precedenti concessioni rilasciate al Comune negli anni 2002 e 2003, le ha trasferite in una unica concessione a Soprotur portandone la scadenza al 2022.

Concessione che introduceva a carico della Fiumarella «forti vincoli» all'attività di varo e alaggio subordinandola alla discrezionalità di Soprotur. È iniziato così un contenzioso tra Soprotur e Fiumarella che trovò soluzione nel 2009, grazie a una scrittura privata che spartiva le particelle demaniali, compresa quella che identifica lo specchio di varo e alaggio. L'Autorità cambiò però idea sulla spartizione delle particelle, e prendendo atto nuovamente della loro esistenza, considerò valido l'accordo tra le due società assegnando a "Fiumarella", tra le altre, la particella del varo e alaggio.

Un anno prima della scadenza della concessione di Fiumarella però la Soprotur acquistò una gru, affittò un terreno, intervenne sugli argini annunciando che le operazioni di varo e alaggio sarebbero state eseguite unicamente da lei. «Ma la gru - denunciano - è stata utilizzata solo una decina di volte». Quando, nel 2013, si arriva alla scadenza della concessione e la Fiumarella chiede il rinnovo, l'Autorità Portuale lo concede solo parzialmente e toglie alla società la gestione dello specchio di varo e alaggio. Un tentativo di risolvere la situazione creando una striscia pubblica di varo e alaggio, che avrebbe accontentato tutti, viene bocciato dai vertici dell'AP, «di cui fa parte anche il sindaco di Capraia, azionista pubblico di Soprotur», fanno notare dalla srl. «Il rimessaggio a terra senza il suo punto di alaggio e varo è finito - spiegano - Quello che non si è potuto fare con il libero mercato oggi lo fa una mancata concessione e un'azienda, che da 30 anni svolge un servizio per la comunità, viene distrutta per costituire un monopolio».

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di Redazione web