Gioco
La giunta: «Gli spazzini ora tornino in Aamps»
Caso Cooplat, il Comune punta a internalizzare il servizio e annuncia lo slittamento del bando. Martini: «Quella gestione allegra dell’azienda...»
LIVORNO. Il Comune farà slittare di due mesi il bando di gara Aamps per il servizio di spazzamento delle strade che è gestito da Cooplat e che scadrà il 31 ottobre (con il rischio, come scritto nei giorni scorsi, di tagli agli stipendi e al personale). E lo farà prendendo in considerazione la possibilità di reinternalizzare tutto.
Una volontà, quest’ultima, che ieri mattina è stata messa sul piatto dall’assessore al personale, Francesca Martini. Che di fronte al consiglio comunale non ha risparmiato critiche ad alcune scelte fatte negli ultimi quindici anni da azienda e proprietà. Ha detto infatti che «la situazione che ha caratterizzato l’esternalizzazione del servizio da parte di Aamps è bizzarra: nel 2000 è stato esternalizzato il servizio, ma sono stati trattenuti in Aamps tutti dipendenti che lo svolgevano». E oggi «abbiamo un’azienda che ha come missione sociale anche la raccolta dei rifiuti e la pulizia delle strade, ma non ha in sé neanche un operatore che lo faccia».
È stata una «gestione allegra dell’azienda», dice a chiare lettere, in un momento in cui «c’erano meno vincoli, il legislatore non interveniva in modo puntuale» sui conti delle partecipate. E «si è fatto ricadere sulla comunità il costo di un servizio che prima svolgeva direttamente l’azienda, con personale che è tuttora in Aamps. È abbastanza ombroso come scenario...». Così annuncia che «dovremo fare un passaggio prima giuridico che politico, ma se si potrà fare andremo nella direzione di reinternalizzare».
D’accordo sull’internalizzazione il M5S. E anche il Pd, che però con Jari De Filicaia chiede lume sui tempi, i modi e non ci sta a sentir parlare di ombrosità e gestioni allegre quando nella discussione ci finiscono anche i bandi.
È proprio il gruppo del Pd ad accendere in consiglio le luci su Aamps e Cooplat con un’interpellanza. De Filicaia ricorda che «il 31 ottobre scadrà il contratto di servizio di Cooplat» e che al momento ci sono più di 80 lavoratori «con contratto nazionale Fise-Assombiente, che prevede 36 ore settimanali per ciascun operatore e una clausola di salvaguardia sociale» e che rischiano di passare al contratto multiservizi, «scelta politica che comporterebbe il passaggio a 40 ore settimanali per ciascun operatore, con una perdita di circa 300 euro netti in busta paga, oltre al conseguente esubero del 10% del personale». In pratica otto addetti. Quindi chiede di vigilare sulla formulazione del bando da parte di Aamps, che è al cento per cento del Comune, affinché siano «garantiti i livelli occupazionali e salariali».
In sala parte un ping-pong acceso con l’assessore all’Ambiente, Giovanni Gordiani. «Occupazione e buona gestione del servizio – risponde Gordiani – sono una priorità chiara nell’indirizzo politico generale dell’amministrazione e su questo ci siamo confrontati con Aamps. È volontà del sindaco prorogare di due mesi il contratto in essere – annuncia – perché abbiamo bisogno di tempo per un’analisi di tutta la politica dei rifiuti e dello spazzamento in città». Anche, sottolinea, «alla luce della nuova normativa comunitaria che si concentra sulla tutela sociale, dell’occupazione, della buona gestione e delle politiche ambientali» e che «ci impone una assoluta trasparenza: la rivisitazione della normativa comunitaria è stata fatta proprio per prevenire episodi di corruzione, che non vuol dire solo passaggio della bustarella, ma anche pressione durante la costruzione del capitolato d’appalto». E qui salgono i toni col Pd: «Per noi è necessario mantenere una posizione di distanza, con un indirizzo politico deciso verso il rispetto della normativa. Il bando non può essere dettato da nessuno.. In questa interpellanza ho visto il tentativo velato, in maniera sibillina, di influenzare Aamps, di fare inserire questa o l’altra clausola nel bando».
«Ma quale tentativo sibillino – controbatte De Filicaia – qui si chiede di tutelare occupazione, salario e servizi, attraverso un richiamo al contratto nazionale. Si parla di lavoro e di lavoratori, non di imprese...».
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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