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Livorno

Il taglio delle indennità promesso dal M5S? Solo per sindaco e vice

Il taglio delle indennità promesso dal M5S? Solo per sindaco e vice

Rinunceranno al 10% mentre gli assessori daranno solo un contributo volontario. Non ci sarà comunque nessun risparmio per il Comune: i soldi “detratti” finiranno in un fondo della Banca Etica e un comitato di saggi deciderà come spenderli

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LIVORNO. In occasione della presentazione della giunta comunale, erano i primi giorni di luglio, il sindaco dichiarò pubblicamente che la nuova amministrazione si sarebbe tagliata l'indennità del 10%, come previsto dai 5 Stelle in campagna elettorale. Invece ieri pomeriggio, nel corso del consiglio comunale riunito per approvare gli atti di bilancio, è venuto fuori che solo il sindaco e vicesindaco rinunceranno al 10% dell'indennità, mentre gli altri assessori daranno un «contributo volontario».

Inoltre non ci sarà un risparmio per l'ente, visto che i membri della giunta riceveranno comunque l' indennità completa e poi starà a loro donarne una parte versandola su un conto aperto con Banca Etica. «Dopo essermi consultata con il vicesindaco di Parma - spiega la vicesindaco Stella Sorgente - è venuto fuori che l'unica possibilità di tenere le riduzioni delle indennità all'interno del bilancio comunale sarebbe stata quella di mettere le somme nel capitolo riservato al premio di produttività dei dipendenti comunali. Invece volevamo stornarle verso il sociale, emergenza casa, associazionismo. Ci hanno detto che sarebbe stato difficile, così abbiamo deciso di aprire un conto presso Banca Etica, che sarà gestito da un'associazione esterna». Ma come saranno usati questi soldi? «La destinazione sarà decisa da un comitato di saggi: non saremo né noi né il M5S a scegliere. Per gli assessori non è stata stabilita una percentuale perché non tutti prendono l' indennità intera». O non tutti erano d'accordo? Lo stesso discorso dovrebbe valere per il direttore generale.

E proprio sull'indennità del direttore (circa 130mila euro) e sulla scelta di nominarne uno, le opposizioni hanno incalzato la giunta. «In commissione avete detto che volevate equiparare lo stipendio a quello del

sindaco e che gli uffici vi hanno detto che non era possibile, perché?», dà il via Marco Cannito (Città Diversa)chiedendo di vedere i pareri tecnici. Mentre l'assessore al Bilancio, Gianni Lemmetti, raggiunge gli uffici, l'assessore Francesca Martini spiega: «Perché un direttore generale? Non è che buttiamo i soldi dalla finestra, ma serve una visione di insieme, una programmazione unitaria che è mancata fino a oggi». E «non si può non applicare il contratto collettivo dei dirigenti». Ma il parere degli uffici che Lemmetti legge si rifà soprattutto alla delibera della giunta Cosimi del 2004. «Non mi risulta che ci sia alcun vincolo sullo stipendio del direttore - incalza allora Marco Ruggeri (Pd) - le delibere si possono cambiare e se non lo fare è perché vi va bene così».

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di Redazione web