Il Tirreno

Livorno

Quando il giovane Piero imitava Bongiorno

Prima degli abiti istituzionali, Santini aveva indossato quelli del cabarettista nelle trasmissioni Rai

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Di molti personaggi politici cittadini, spesso si conoscono solo le tappe che hanno scandito le loro carriere nei partiti, nelle associazioni, negli enti e istituzioni. Del resto si sa poco o nulla, quasi che i politici di casa nostra vivessero esclusivamente di riunioni politiche, di dibattiti pubblici, di convegni e di partecipazione alle assemblee elettive. Non è così. Andando a rovistare nella loro vita privata, si scoprono così tante cose (hobby, passioni e anddoti) che nessuno si sarebbe mai aspettato. Chi l’avrebbe mai detto, per esempio, che l’assessore Piero Santini era stato un promettente attore comico?

Non ci credete? Eppure è proprio così. Prima di diventare un affermato commerciante e di ricoprire cariche di livello nazionale nelle associazioni di categoria, il serio e compassato Santini ha avuto una folgorante (anche se breve) carriera da attore che l’ha portato fino alla ribalta televisiva. Roba di 45 anni fa, o giù di lì, ma l’attuale assessore al turismo e al commercio può vantare di aver partecipato niente meno che alla prima edizione di Canzonissima, che era presentata da Delia Scala, Nino Manfredi e Paolo Panelli. Era il 25 ottobre del 1960, e Santini fu convocato dalla Rai per esibirsi nella sua celebre imitazione di Mike Bongiorno. Santini, in quell’era pionieristica della tv, ha lavorato anche con Ugo Tognazzi e Raimondo Vianello nello storico programma “Uno, due e tre”. Di quella trasmissione, ricorda soprattutto la parodia di “Lascia e raddoppia”. «Sì, se non sbaglio era il 1960 - dice Santini - e in quella gag io imitavo Mike Bongiorno, cosa che facevo abitualmente, mentre Tognazzi vestiva i panni, prendendola un po’ in giro, di Paola Bolognani, livornese anche lei ed esperta di calcio. Vianello era invece un improbabile valletto, al posto di Edy Campagnoli».

A spingere Santini verso il mondo dello spettacolo era stata una zia, che oggi ha 84 anni e vive a Parigi. «Sì, e quando smisi di studiare feci la valigia e cominciai a girare l’Italia in largo e lungo - ricorda il commerciante che oggi ha 67 anni - Allora non c’erano tutte le televisioni che esistono oggi, e per affermarsi era necessario mettersi in evidenza nei concorsi o nelle serate. Io ne feci il più possibile, partecipando anche a due o tre spettacoli a sera. Ricordo soprattutto il periodo alla fine degli anni ’50 sulla riviera romagnola: facevo il presentatore, l’imitatore, il cantante. Ma ho lavorato anche con la Compagnia di Beppe Orlandi ed ero stato scritturato dalla Compagnia di Vanda Osiris. Il mio sogno era diventare un attore drammatico, ma alla fine prevalse la vena comica».

La voce di Santini, mentre rievoca quel periodo d’oro del suo talento artistico, è emozionata. «Saranno almeno venti anni che non parlavo di queste cose», ammette il commerciante. Che poi spiega come riuscì ad arrivare alla Rai e perché dopo poco rinunciò a questa carriera. «Vinsi un concorso nazionale per imitatori - spiega - e tra i premi c’era anche la partecipazione ad un programma televisivo. Ricordo che debuttai nel periodo natalizio, in una trasmissione che alle 18 apriva i programmi della Rai: andò bene e da quel momento fui chiamato spesso in tv. Poi partii per il militare: riuscii a fare altre apparizioni televisivi, ma in due occasioni non ottenni il permesso per rispondere alle chiamate della Rai e così mi trovai improvvisamente scavalcato. Dopo il congedo mi trovai un po’ disorientato e perciò decisi di voltare pagina e di lanciarmi nel commercio. Fu una nuova sfida. E adesso ne affronto un’altra».

Alessandro Guarducci

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