Il Tirreno

Livorno

La città dà i voti a Nogarin

Juna Goti
La città dà i voti a Nogarin

Livorno, luci e ombre nella pagella del primo trimestre del sindaco: si va dalla bocciatura della Cisl con un secco 5- alla promozione del Coni con un 8. Ma gran parte degli enti e delle associazioni si riservano un giudizio più approfondito

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LIVORNO. Martedì 30 settembre saranno passati tre mesi dalla convocazione del primo consiglio comunale dell'era targata Filippo Nogarin. Era il 30 giugno scorso, i Cinque Stelle presero posto nei banchi del salone consiliare riservati alla maggioranza: all'opposizione Buongiorno Livorno, Città Diversa, Forza Italia, e per la prima volta il Pd. Questi primi mesi di governo non sono certo sufficienti a valutare il lavoro della nuova amministrazione, a maggior ragione dopo la rivoluzione elettorale che ha cambiato colore al timone della città. Ma i primi atti e la presentazione delle linee di programma spingono comunque a fare una valutazione e così, nei commenti dei rappresentanti di associazioni di categoria, enti e sindacati, si leggono già alcune sonore bocciature ed entusiastiche promozioni. Mentre i più si affidano a un «6 sulla fiducia» o «di speranza», in attesa di incontrare sindaco o assessori e di discutere con loro nel merito gli atti che riguardano porto, sanità, casa, lavoro, etc.

Si va dal secco 5- della Cisl all'8 «di incoraggiamento» del Coni. Sul giudizio rispetto ai primi passi mossi dall'amministrazione pentastellata i sindacati invece si dividono: sonora bocciatura da Cisl e Cgil. «Ancora nessun dialogo con le Confederazioni sul programma, nonostante le richieste», sottolineano a turno i segretari Giovanni Pardini e Maurizio Strazzullo.

«Le vertenze aperte e quelle che si stanno aprendo, prima fra tutte l'Eni, insieme a sanità, rifiuti e porto - sottolinea Strazzullo - richiedono misure urgenti e condivisione». «Nel programma vediamo bizzarri progetti sul piano dei chioschi e sul baratto - aggiunge Pardini - ma poche righe su porto e sviluppo industriale...». Ma dagli altri confederali si distacca la Uil: 7 «in attesa di verifica», dice Miriam Orlandi. Che è preoccupata per un «cambiamento di rapporti con le parti sociali», ma apprezza il lavoro fatto fin qui dalle commissioni consiliari.

Usb e Asia si fermano a un 6, «sulla fiducia»: apprezzano il no di Nogarin al nuovo ospedale e alla privatizzazione di Porto 2000, ma sul fronte del lavoro e della casa aspettano una concreta «discontinuità».

Sul versante delle politiche abitative si registrano le posizioni distanti di Unione Inquilini, che dopo l'intervento dell'assessora al picchetto anti-sfratto plaude alla giunta, e di Asppi, che per ora registra soprattutto l'«impreparazione della nuova classe dirigente».

Guardando alla sanità, dal Fials arriva invece un 7 che non sorprende, considerando le posizioni già assunte in campagna elettorale. Il sindacato di maggioranza dell'ospedale aveva già spinto per il dietrofront sull'operazione Montenero. Anche se va detto che lo stesso volto del Fials, Massimo Ferrucci, oggi sottolinea che «ci aspettiamo atti concreti, un progetto alternativo al nuovo ospedale a Montenero».

Ma è proprio negli stessi indirizzi apprezzati dai sindacati di base che si annidano, invece, le «preoccupazioni e perplessità» del direttore della Cna, Marco Valtriani. Quali lavori per l'ospedale? Solo una ristrutturazione? Qual è il progetto da presentare alla Regione? E per la sanità sul territorio, a partire dai lavori di adeguamento che servono al Pascoli? Sono alcune delle domande alle quali in città viene chiesto al sindaco di rispondere con chiarezza. Considerando anche il secco no rifilato al governatore della Toscana, Enrico Rossi, sull'ipotesi di riaprire la consultazione su nuovo ospedale no/nuovo ospedale sì (anche non a Montenero).

Le questioni aperte sul tavolo, se si guardano proprio gli indirizzi espressi nei primi tre mesi di governo, sono tante: dai rifiuti (Nogarin vuole fare uscire Aamps da Reti Ambiente e dalla gestione di area vasta, come?) al porto: davvero il Comune punta a far partecipare Spil alla gara per la privatizzazione della Porto 2000? E sarà riaperta la variante necessaria per l'approvazione del piano regolatore portuale? Per ora, dice il presidente della Camera di commercio, Sergio Costalli, «è un 7 all'orale e un 5 allo scritto». Come dire, molte parole e pochi fatti.

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