Il Tirreno

Livorno

L’ABBRACCIO CORALE DI TUTTA LA CITTÀ AL MEDICO-CORAGGIO NELLA TRINCEA DEI PIÙ INDIFESI

ASL. La direzione dell'Asl lo descrive come il «riferimento indiscusso della sanità locale», lui che è stato primario di pediatria fino al 2000: un «medico dal valore indiscusso le cui grandezza...

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ASL. La direzione dell'Asl lo descrive come il «riferimento indiscusso della sanità locale», lui che è stato primario di pediatria fino al 2000: un «medico dal valore indiscusso le cui grandezza professionale è stata superata soltanto dalla dote di gratuita disponibilità mostrata nei confronti di tutti senza alcuna distinzione».

GIOVANNA CEPPARELLO. La presidente del consiglio comunale, a nome di tutta l'assemblea, sottolinea che Vizzoni «nella sua lunga carriera ha sempre messo al centro del suo agire una inusuale disponibilità e una grandissima attenzione per i soggetti più fragili e bisognosi».

GIANFRANCO SIMONCINI. L'assessore regionale lo ricorda come «il dottore dei bambini, il pediatra di tre generazioni, ma anche il medico impegnato a favore dei più deboli, dalla parte dei disabili e della loro famiglie, per la sanità pubblica e per l'assistenza sul territorio e per tutti».

MASSIMO BIANCHI. «Livorno è più povera», dice l'ex vicesindaco socialista: «Una grande persona a cui molti di noi devono molto: mia moglie ed io la guarigione di una delle nostre figlie. Non basta una vita per dimenticarlo». È stato un dirigente e amministratore che ha anteposto «la sua visione umanitaria anche alle esigenze della nostra parte politica».

Pd. «E' un giorno di dolore, sofferenza e perdita per Livorno», dice il gruppo consiliare. «Gli abbiamo tutti riconosciuto di essere una personalità di questa città. Spesso siamo anche stati in disaccordo, ma è un uomo che ha sempre dato un contributo di battaglie politiche e di idee. La sua ossessione erano i bambini, le povertà, l'handicap: speriamo che la città lo ricordi come merita e che la sua passione civile venga tenuta presente da tutti».

BUONGIORNO LIVORNO. Gruppo consiliare e direttivo della lista di sinistra promettono che «non faremo mancare il nostro impegno per garantire un futuro alle speranze e alle certezze che hanno alimentato la sua vita al servizio della parte più pre- ziosa e fragile della nostra comunità».

MARCO CANNITO. «Poche settimane fa eravamo riusciti a realizzare un piccolo miracolo:

far uscire Luciano dal primo piano della sua casa, dove era infermo, per la consegna della Livornina», dice il capogruppo di Città Diversa.

«Ma Luciano era già stato un miracolo umano»: era riuscito «ad andare avanti in mezzo a tante traversie familiari»; a «mantenersi onesto in tanti anni di incarichi amministrativi e professionali»; a «creare unità nonostante fosse uomo di parte». Per «aver dato tutto sé stesso a chiunque, singolarmente o associativamente».

ELISA AMATO. Per la capogruppo forzista è stato «un grande esempio di professionalità che lascia un vuoto incolmabile in tutti noi».

SEL. La federazione e il circolo Ros- si, auspicando che la camera ardente sia in Comune, segnalano che come «amministratore pubblico socialista, eletto piu' volte, con migliaia di preferenze che ha fatto politica con la stessa dedizione con la quale ha svolto la sua professione di medico».

ALESSANDRO TROTTA. Il dirigente di Rifondazione, firmandosi come «compagno di Consiglio e di tante battaglie comuni», rende omaggio a Vizzoni, «un altro frutto prezioso di questa città che se ne va»: avendo vissuto con lui un'intera legislatura in consiglio comunale ne ha «sempre apprezzato il suo grande animo libero, fedele a se stesso in ogni circostanza: obiettivo, analitico, pungente nelle sue riflessioni e sempre leale».

MARCO SUSINI. L’ex deputato vede in Vizzoni una figura di «altissima levatura morale che ha onorato la sua professione di medico unendo, alla grande competenza scientifica, una ancora più grande umanità». E come dirigente politico lo indica come «uno degli interpreti più fulgidi della migliore tradizione del socialismo».

Unione Inquilini. Per Ui è «una nuova perdita per la Livorno della solidarietà». La sua figura è «esempio e insegnamento alle nuove generazioni, in una società la nostra dove portare un messaggio di solidarietà oggi sempre più difficile».

VEZIO BENETTI. Il popolare volto tv ricorda un episodio del novembre ’91 durante una riunione al Psi: sono ormai le 23, bussano due genitori con un bimbo piccolo. Sono lì per Vizzoni: lui interrompe la discussione politica – ricorda Benetti – «stende il bimbo su un tavolo, lo visita per 20 minuti e quindi consegna al babbo una ricetta bianca e anche qualche foglio da mille lire per poter acquistare i medicinali».

COMUNITANDO. Il blog ebraico di Gadi Polacco ribadisce che «anche all'interno della Livorno ebraica il nome di Luciano Vizzoni è sinonimo di umanità e professionalità». Una stima che rende quindi «certo l'auspicio che ebraicamente si rivolge riferendosi a un defunto : "sia il suo ricordo per benedizione". Shalom Luciano».

LEGA DEI SOCIALISTI. «Era un veramente un socialista, era un uomo legato al popolo. Era solito affermare che socialismo vuol dire impegnarsi politicamente per i più bisognosi, stare dalla parte dei più deboli, altrimenti a che serve?». E si aggiunge: «Era un uomo buono, un medico, un pediatra, che della sua professione aveva fatto una missione a favore di chi soffre, in particolare dei bambini e degli adolescenti».

ANTONIO BENIGNI. A nome dell’Associazione Diabetici e dell’Agdal, Benigni ricorda quando ha conosciuto Vizzoni nel ’73 quando «mio figlio venne ricoverato al 7° terreno quasi in coma chetoacidosico per diabete». Erano anni in cui «esistevano solo siringhe di vetro con aghi che sembravano chiodi ed il tutto doveva esse bollito dopo ogni utilizzo, dove esistevano solo due tipi di insuli- na e non vi era possibilità di controllo della glicemia se non con un prelievo venoso dal braccio». E aggiunge: «Il Comune, settimane fa, ha colmato una grossa lacuna , consegnandogli la Livornina d'oro , un riconoscimento che, a detta di molti, avrebbe dovuto ricevere molto molto tempo prima e fortunatamente appena in tempo».

DANIELE CARCEA. L’esponente radicale ricorda la campagna elettorale di 8 anni fa fatta insieme ai socialisti sotto il simbolo della Rosa Nel Pugno nella coalizione di centro-sinistra: «Vizzoni fu uno dei protagonisti a Livorno insieme a molti compagni socialisti di quella bella avventura, segnata anche dal nascere di una profonda stima ed amicizia con noi radicali, che dura tuttora».

COMM. HANDICAP CARITAS. Marco Massei descrive Vizzoni al ritorno a casa la sera e «la strada fuori dal portone era già piena di mamme che lo tempestavano di domande, gli chiedevano consigli o di passare a visitare il "bimbo"». Lo ha ritrovato anni più tardi, al "campeggio di Castiglioncello" per ragazzi disabili, nel quale ora Massei è volontario. Lo rivede alla fine degli anni ’70 come «uno dei "visionari" che aveva strappato dalle loro case alcuni ragazzi disabili, a quel tempo gli "infelici" da tenere per pudore un po' in disparte, e li aveva portati al mare nella Castiglioncello di Sordi e Mastroianni».

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di Redazione web