Il Tirreno

Livorno

“Il Vernacoliere” contro i preti pedofli e Don Medori insorge

di Cristiana Grasso
“Il Vernacoliere” contro i preti pedofli e Don Medori insorge

«Quelle parole turbano i bambini»: il parroco lo fa ammonire dal prefetto, Cardinali gli dedica il nuovo numero della rivista

4 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Satira? Mica tanto. Questa è una notizia, un caso, la storia di una sorta di “ammonimento” a un giornale satirico che ha tirato fuori il tema dei preti pedofili e infatti per raccontarla non serve neanche il consueto gergo genitale-anale: “Clamoroso a Livorno! Un prete scrive a sindaco e prefetto. Ammonite il Vernacoliere. Ha parlato dei preti pedofili!”.

Scritte rosse su sfondo nero, una bomba. È l’ultima locandina, uscita venerdì, del Vernacoliere, la rivista di satira labronica più famosa del mondo che anche tra le pagine del nuovo numero rivela un carteggio come minimo singolare tra un sacerdote, il sindaco e il prefetto, lo stesso direttore-editore del giornale, Mario Cardinali.

Ad aprire il balletto delle lettere, ad agosto, un’altra locandina, questa assai più succosa, contro i preti pedofili, in pieno Vernacoliere style e quindi non proprio lieve. Con un suggerimento che sembra quasi un vaticinio, visto che papa Francesco, poche settimane dopo l’uscita della rivista di satira labronica più famosa del mondo, decide l’arresto clamoroso dell’arcivescovo accusato di abusi sessuali su minori: “Preti pedofili, braccialetto ellettrònio all’uccello per vedé dove lo mettano”.

I livornesi ci passano davanti e non ci fanno caso, al linguaggio dello storico giornale sono abituati. Ma un sacerdote, don Edoardo Medori, parroco di Sant’Andrea, stimato ma anche criticato per certe sue iniziative e prese di posizione(una messa per Craxi, una fiaccolata per “la sicurezza”), un vero e proprio personaggio in questo che è uno dei quartieri labronici a più alta densità di spaccio e piccola criminalità, quella locandina non la manda giù. In difesa, dice lui, dei bambini: non quelli vittime degli appetiti malsani di alcuni suoi colleghi ma quelli che possono aver provato turbamento leggendo quella civetta gigante che troneggia davanti a tutte le edicole.

Va su tutte le furie Don Medori, si mette al computer e scrive, su carta intestata della parrocchia, a sindaco e prefetto chiedendo loro di intervenire presso l’editore, ossia l’ineffabile Mario Cardinali, perché “lo invitino alla prudenza e alla saggezza, come segno di rispetto per tutti, soprattutto dei minori”.

Grandi interventi in realtà non ci saranno: il sindaco non risponde all’appello, il vice-prefetto invia una lettera “bipartisan” a Don Medori (sintesi: il Vernacoliere usa quel linguaggio perché è un giornale satirico e non posssiamo certo chiedergli di rinunciarvi ma comunque ci vuole il giusto equlibrio, buon senso e attenzione ai minori, li faremo riflettere...) eo due righe,anzi sette, a Cardinali per invitarlo appunto a riflettere. O meglio: “Le sarei grato se volesse farmi conoscere le sue riflessioni sulla questione sollevata”.

Una manna per l’editore-direttore che grazie a questo carteggio, dilingentemente raccolto e pubblicato, ma anche elegantemente commentato (quando il gioco si fa serio Cardinali sfodera tutta la sua erudizione e il suo italiano perfetto) sforna lo scoop.

Nello sfoglio della a rivista la questione occupa copertina e altre tre pagine. Un fumetto (titolo “Il boccone del prete”, le lettere pubblicate in originale, la risposta di Cardinali al vice-prefetto. «Invitarmi alla saggezza e alla prudenza? Come fossimo ancora al tempo del Papa Re. Siamo invece in una democrazia laica e repubblicana, uno stato di diritto dove solo alla Magistratura è dato d’intervenire sulla libera stampa qualora vi si ravvisi un reato...”.

E ce n’è anche per Don Medori naturalmente, e qui l’aplomb cade: «Lui afferma che “i minori vanno tutelati a tutti i costi anche da certe locandine che stravolgono la verità dei fatti e di persone e inoltre sollecitano percorsi rovinosi nella mente dei nostri ragazzi”. Ecco. E non gli andate a dire che sarebbe magari più importante la tutela dai preti che glielo buttano nel baugigi, sennç addita anche voi al sindaco e al prefetto...».

Chiaramente di quell’invito alla saggezza e alla prudenza, «che in realtà è un ammonimento» Cardinali non sa che farsene. «Si deve essere immaginato, Medori, che vedrai come la smette di parlare dei preti pedofili, il Cardinali, se glielo dicono sindaco e prefetto! Del resto Medori non aveva altre armi. Il reato non c’era, sennò sarebbe bastato che si rivolgesse alla Procura. Ma si sa, per certuni fa più scandalo il pensiero dissacrante che un reverente abuso sessuale sui bambini».

@crigrasso

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web