Gioco
È morto Luciano Vizzoni il pediatra dei livornesi
Aveva 82 anni, si è spento nella sua casa dopo una lunga lotta contro la malattia Socialista impegnato, un mese fa aveva ricevuto dal sindaco la Livornina d’oro
LIVORNO. «Sarò a vostra disposizione finché potrò. Vi auguro di portare avanti quella linea di sviluppo nel solco della tradizione del sociale che fa onore a Livorno. Io sono con voi...». Alla fine queste parole sono state il suo saluto alla città. Le parole che il 14 agosto, con gli occhi lucidi e la voce ferma, ha pronunciato in un salone del consiglio affollato. Quando dalle mani del sindaco Nogarin ha ricevuto la Livornina d’oro, massima onorificenza del Comune. Un mese dopo il professor Luciano Vizzoni se n’è andato. Da tempo lottava contro la bestia della malattia e ieri mattina, a 82 anni, ha chiuso gli occhi nella sua casa di Ardenza.
Al cimitero dei Lupi è stata allestita la camera ardente: la città lo saluterà domani alle 9.30, dopo un picchetto d’onore. E al funerale arriverà anche il viceministro alle Infrastrutture, Riccardo Nencini.
Perché con Vizzoni se ne va il politico, una pagina di storia del Psi livornese. Se ne va il presidente onorario dell’Associazione Insieme per la Vita, volto storico di tante battaglie per l’handicap e per la sanità. Se ne va il medico, pediatra – anzi Il Pediatra – di tre generazioni di livornesi. Quello che, ormai è quasi un ritornello in città, «visitava a tutte le ore, anche di notte, anche a Natale».
La sua è una storia che parte da Pietrasanta, dove è nato, tocca Pisa, dove si è laureato, abbraccia Livorno. Dove ha vissuto, cresciuto i suoi figli, lavorato, lottato. Dopo la laurea in medicina a Pisa, si è specializzato in clinica pediatrica. È diventato docente, poi ha vinto il concorso per primario di pediatria a Livorno. L’incarico gli è rimasto cucito addosso fino alla pensione (1997), salvo una parentesi da direttore sanitario. Ha guidato la Pediatria toscana nella Società italiana di pediatria.
Impegno politico – non senza battaglie aspre e scontri, complice anche «quel suo caratterino», come ricordano gli amici e non solo – e impegno sociale. Tanto che, nel 1999, il consiglio dei ministri ha deciso di conferirgli il titolo di “Commendatore dell’ordine al merito della Repubblica”.
Sono gli anni del sindaco Benvenuti quando dà vita al Comitato unitario handicappati e si rende protagonista di una denuncia all’Associazione intercomunale, perché ritiene che le categorie che hanno più bisogno di aiuto non siano sufficientemente oggetto dell'attività amministrativa: sono le battaglie dei genitori per il “dopo-di-noi”, per le case famiglia e l’assistenza sul territorio. Nel 1985, insieme a un gruppo di genitori che avevano perso i figli per la leucemia, fonda Insieme per la Vita, che ne ha fatto fino a ieri il suo presidente onorario.
Socialista da sempre, iscritto al Psi, venne eletto per la prima volta in consiglio comunale nel 1975. Venne rieletto nel '90 (si dimetterà nel '92), secondo della lista socialista con 2172 voti. E ancora capogruppo socialista in consiglio dal 1999 al 2004.
In municipio c’è tornato per l’ultima volta un mese fa, lottando contro gli acciacchi. «Non provavo un’emozione così da tanti anni...», ha detto. Poi, voltandosi verso il sindaco, ha lasciato l’impronta: «Non so se lei ha mai visto la casa famiglia di Stagno o l’Oami di San Jacopo: sono strutture che farebbero invidia a molte città d’Europa. Su questa scia invito i cittadini a impegnarsi, perché si potrebbe vivere in una città migliore...».
Ma forse oggi, di fronte alla pioggia di abbracci e saluti piovuti dalla città e non solo, Vizzoni col sorriso ripeterebbe solo la sua frase: «Non credo di aver fatto niente di eccezionale...».
Juna Goti
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