Gioco
«La sospensione farebbe morire il mondo del Palio»
Dalla Barontini alla Risi’atori: i comitati organizzatori bocciano la proposta di Perullo. Critici anche i presidenti
LIVORNO. «Sospendere il Palio per un anno? Sarebbe un grosso errore, il colpo di grazia...». Non ci girano intorno i presidenti dei comitati organizzatori delle gare remiere: Barontini e Risi’atori, prima ancora del Palio. E a turno bocciano la proposta-provocazione lanciata ieri dall’assessore Nicola Perullo: stoppare l’edizione 2015 - ha detto all’incontro con presidenti delle sezioni nautiche – per rilanciare dal 2016 un nuovo Palio di carattere nazionale.
Ieri si è acceso il dibattito. Nei comitati della suggestiva Barontini e della storica Risi’atori, dalla Venezia a Borgo, sono in parecchi ad arricciare il mento e a sgranare gli occhi. Il presidente Massimiliano Talini riunirà il comitato della Barontini per «assumere una posizione ufficiale». Perché, «la cosa non è passata inosservata...». «Prendiamo atto – dice per ora – che nei fatti si è aperta una fase nuova, perché con le regole vecchie sarebbe stato convocato il Car (il Comitato per le attività remiere, l’organo “politico” del Palio, ndr) con all’ordine del giorno un tema di così grande rilevanza». Tra l’altro «sono stati chiamati i presidenti delle sezioni e non dei comitati organizzatori di tutte le gare: anche questo ci fa riflettere...». Nel merito, «riteniamo che interrompere le gare sia un errore: siamo a settembre, ci sono ancora tanti mesi per individuare l’obiettivo dell’assessore, che noi condividiamo, di rilanciare le gare». Ma «pensare al rilancio e nel contempo fermarsi significa voler dare un colpo molto duro alle cantine, ai vogatori. Leggo che c’è un piano B: ci piacerebbe sapere qual è e se su quello ci può essere un confronto».
Paolo Cantini, borghigiano doc, volto storico della Risi’atori, risponde con una battuta: «Quando Perullo ci ha parlato di proposta choc ho sperato che volesse dare 10mila euro a ogni cantina, poi ha tirato fuori la sospensione e mi sono cascate le braccia...». «Se non si fa il Palio – la butta lì – si pensa che il Comune faccia la manutenzione alle barche, paghi i cartellini e le visite mediche dei vogatori per fare le altre gare? Certo che no. E se davvero sospendi tutto, poi non ti rialzi più. Forse un’ipotesi come questa può stare bene alle cantine che si accontentano di avere un punto di ritrovo per fare le cene, non a noi! Sento parlare di cacciuccate e bottiglie di vino: le abbiamo già fatte, non è così che si risolvono i problemi. Il Comune vuole riportare il pubblico alle gare? Investa sul Palio in notturna!».
Contrario alla sospensione anche Vittorio Pasqui, che negli ultimi dieci anni ha diretto il Palio. «Quella dell’assessore – premette – mi sembra più una provocazione». «Il rischio – aggiunge – è che se si ferma il Palio e si tiene congelato per un anno questo mondo, poi diventa difficile ripartire. Secondo me bisogna cercare di rilanciare le gare con le azioni che ha descritto l’assessore, ma intanto andare avanti con quello che abbiamo». Pasqui chiarisce subito di parlare da «presidente decaduto», che si occupa «solo dell’ordinaria amministrazione». Perché con le elezioni e l’arrivo della nuova amministrazione a 5 Stelle, tutte le nomine sono da rifare. Compresi presidente di Palio, Car e Cat (il comitato tecnico).
È anche di questo che hanno chiesto e chiederanno conto i presidenti delle cantine a sindaco e assessore. I rappresentanti delle sezioni nautiche si riuniranno la prossima settimana. «L’impressione – dice il coordinatore Emilio Braccini (Livorno sud) – è che la maggioranza dei presidenti, me compreso, sia contraria alla proposta. Perché un anno di sosta? Non c’è motivo, non siamo di fronte a un evento importante, come quando nel ’72 furono rifatti i gozzi». E raccomanda: «Pensiamo ai giovani, ad attrarre forze nuove, ad esempio con Scuole in barca...».
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