Proposta-choc di Perullo: sospendere il Palio nel 2015
Riunione con i presidenti: «Prendiamo un po’ di tempo per rilanciare le gare e farne un evento nazionale, ma decideremo insieme...». Critiche dalle cantine
LIVORNO. Sospendere le gare remiere per un anno: la proposta-choc arriva dall’assessore allo Sport e al Folklore, Nicola Perullo, che mercoledì, insieme al sindaco, ha incontrato i presidenti delle sezioni nautiche.
È lo stesso Perullo a parlare di «proposta-choc», quasi una «provocazione». Per poi sottolineare che «non è una decisione presa: ci rimetteremo alla decisione collettiva che prenderemo nella riunione convocata per il 14 ottobre: il Palio è un patrimonio di tutti, decideremo insieme, abbiamo detto ai presidenti di prendersi una quindicina di giorni...».
Ma perché parlare di sospensione? La logica sarebbe questa: «Sospendere oggi per far risvegliare il Palio domani». «La proposta – riprende – nasce per realizzare quel percorso che ho studiato, e che ho fatto presente al sindaco e ai presidenti, per far diventare il Palio un’altra cosa, dargli una visibilità e un’importanza che oggi non ha più. È un patrimonio della città. Ho pensato che continuare a lavorare sulle emergenze del quotidiano possa rallentare tutto...». Quindi «la proposta-choc nasce da questa idea, anche un po’ provocatoria: chiuderci in una stanza il tempo necessario, lavorare insieme sul progetto, uscire con un piano ambizioso e condiviso. E smettere di lavorare sulle emergenze e sulle recriminazioni del quotidiano».
Quattro, dice, le criticità da affrontare: «regolamento e reclutamento», «partecipazione e marketing territoriale», «giustizia e pari condizioni per tutti, a partire dalle cantine come spazi fisici», «manutenzione delle barche, delle cantine e delle attrezzature». Per puntare a «rilanciare un Palio nazionale» perché «un Palio ridotto a qualcosa che attrae un migliaio di persone non ha senso». E su Fb rincara: «paragone impietoso» rispetto alle presenze registrate lo scorso anno al Palio di La Spezia.
Ma molti presidenti sono già in subbuglio e schierati sul no: «Perché con questo anno sabbatico – ripetono a turno – si rischia davvero di perdere tutto, a cominciare dai vogatori...». Era dal ’72 che nel Palio non si sentiva parlare di sospensione: in quell’anno le gare furono messe in stand by, è vero, ma per rifare tutti i gozzi e ripartire nel ’73 con il trionfo del Sorgenti. I presidenti si riuniranno in assemblea. E per ora il clima resta da “choc”.
«Anch’io – mette in chiaro Perullo – mi rendo conto che la sospensione presenta punti negativi. Se la proposta non troverà alcun tipo di consenso, se su basi convincenti diranno no, sarò disponibile a partire col piano B: continuare a lavorare per un nuovo Palio e fare un’edizione intermedia nel 2015». Ma, chiosa, «siamo per dare segnali di cambiamento vero dove le cose non funzionano più, ed è evidente che il Palio così com’è non funziona. Sull’idea generale che abbiamo presentato c’è unità di intenti: su come raggiungerla vediamo».
In cosa consiste questo progetto di rilancio? «L’idea – spiega Perullo – è che il Palio deve diventare una manifestazione vera, ripartire dai rioni e intorno ai rioni costruire gli eventi che portino alle gare. Penso a una sorta di weekend “Effetto Palio”, con eventi rionali di tipo culturale, gastronomico, folkloristico: ad esempio sfide di cacciucco, testimonial anche nazionali per ogni rione, potremmo chiedere agli artisti livornesi di disegnare i loghi, ai produttori di vino di partecipare con bottiglie realizzate ad hoc, montare telecamere sulle barche e maxischermi, un po’ come nella Formula uno...». Ma i soldi? «Gli sponsor si trovano se il progetto è attrattivo...».
Juna Goti
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