Il Tirreno

Livorno

«Nessun nuovo ospedale ma più letti e diagnostica»

Ferrucci (Fials) sprona Nogarin: «Convochi subito la conferenza dei sindaci» Bordate a Regione e Cgil: «Il modello per intensità di cure è fallimentare»

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LIVORNO. «A Livorno non si può perdere altro tempo, è il momento di progettare un nuovo modello di sanità. Le scelte da assumere per l'ospedale possono rappresentare un’occasione importante». Massimo Ferrucci, segretario del Fials, il sindacato maggioritario all’interno dell’Asl 6 con i suoi mille e passa iscritti, spara il messaggio a Filippo Nogarin: «Gli chiediamo di farsi promotore della convocazione della conferenza dei sindaci. E’ indispensabile produrre una programmazione che individui i livelli di attività dei presidi ospedalieri della provincia e dei servizi territoriali attraverso il piano attuativo locale».

Intensità di cure: modello fallimentare. Ferrucci non risparmia veleno verso la vecchia amministrazione e le altre sigle sindacali: «Il Fials - dice - è stato il solo soggetto sindacale a richiedere la convocazione della conferenza, mentre altri in barba alla legge, subalterni alla giunta di allora e alla direzione aziendale, firmavano accordi per costruire il nuovo ospedale a Montenero e attuare il fallimentare modello per intensità di cure condividendo la riduzione degli operatori».

La città non vuole il nuovo ospedale. Come sul modello sanitario, anche sulla struttura la spaccatura tra sigle sindacali è netta. «Ritieniamo indispensabile procedere nella direzione indicata dai cittadini prima con il referendum e dopo con il voto alle amministrative - sottolinea Ferrucci -. I cittadini hanno detto che non vogliono l'ospedale di Montenero, in molti si sono pronunciati contro i vantaggi al privato di 33 milioni di euro all'anno per 34 anni e contro l'alienazioni di tutti gli immobili della Asl per una struttura da 266 milioni di euro con tempi di dieci anni per la costruzione e con risultati finali scarsi, come dimostrano le criticità strutturali, organizzative e assistenziali verificatesi nei nuovi ospedali costruiti a Prato e Pistoia».

Le bordate di Ferrucci, seppur mai viene citata esplicitamente, sono ancora dirette alla Cgil, che si era detta favorevole al referendum-bis proposto dal governatore Rossi per il nuovo ospedale: «Ci sfuggono le ragioni o gli interessi che inducono alcuni ad insistere in questa direzione. Siamo convinti che la struttura di un ospedale deve rispondere a specifici requisiti ma in primo luogo deve essere stabilito cosa deve contenere».

Più posti letto. Ed eccoli i contenuti indispensabili per il Fials. «Noi pensiamo e proponiamo a titolo esemplificativo che debbano essere aumentati il numero dei posti letto (il 2,19 per mille è il più basso di area vasta) e riqualificate le aree della medicina generale con specifici indirizzi, aumentare i posti di urologia innovandone le attività in rapporto con l'andrologia, fornire mezzi per lo sviluppo dell'operatività dell'area chirurgica (otorino, chirurgia generale), istituire i posti letto di riabilitazione e percorsi privilegiati sulle 24 ore al pronto soccorso per l'ortopedia oltre ad un ampliamento della breve osservazione».

Più diagnostica, meno fughe. Ferrucci continua con la lista delle priorità. «Occorre una attività diagnostica per gli utenti interni e esterni efficace e rapida. Basta con le fughe dei cittadini in altre realtà per attività di base che procurano disagi e fanno uscire dalle casse della Asl 6 oltre 94 milioni di euro all'anno. La media delle degenze si abbassa con capacità di fare diagnosi rapide e una adeguata continuità assistenziale sul territorio».

Come trasformare viale Alfieri. Il Fials è convinto che una nuova struttura all'interno dell'attuale ospedale, costruita sull'area derivante dalla demolizione dei padiglioni 4, 5, 6 secondo il progetto già approvato, possa garantire un ospedale ad alta innovazione tecnologia e di alta qualità clinica ed assistenziale. «Il modello per intensità di cure è fallito ed ha prodotto accorpamenti irrazionali di unità operative mortificando le professionalità e incrementando il fenomeno delle fughe - continua Ferrucci -. Il nuovo modello assistenziale per ospedali a cure integrate si basa su un ospedale moderno con al centro il cittadino ed i suoi diritti secondo il Codice Etico declinato dal dottor Mauri collaboratore del professor Veronesi».

Basteranno 100 milioni. Secondo il Fials una nuova struttura nel perimetro di viale Alfieri, con forte connotazione tecnologica e assistenziale, un parcheggio nell’area ex Pirelli di 1500 posti auto per utenti e visitatori, ed un’area verde di 4 ettari, potrebbero comportare una spesa di circa 100 milioni di euro. «Da portare in detrazione con la vendita di immobili già destinati alla alienazione», sottolinea Ferrucci.

Una sola casa di salute. «Il 30 maggio l’Asl ha adottato una delibera - la n. 638 - di affidamento della progettazione della casa della salute che sarà solo una per la zona livornese: il luogo sarà nella struttura ex Poliambulatorio e per un impegno di spesa già definito», spiega Ferrucci. E polemicamente aggiunge: «Ciò dimostra come l’azienda prima proceda a tagliare i posti letto e dopo a realizzare le alternative. Il traguardo è lontano e posti letto non sono previsti».

Giulio Corsi

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