Il Tirreno

Livorno

High tech, Livorno vuole spazio

di Mauro Zucchelli
High tech, Livorno vuole spazio

L’“industria del cosmo” entra in orbita aprendo la porta a cinesi, brasiliani, giapponesi e arabi

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LIVORNO. Quel piccolo idrovolante ultraleggero dalla curiosa doppia ala "parcheggiato" nel giardino del Grand Hotel Palazzo non è il capriccio d'un magnate in vacanza bensì l'emblema d'un altro modo di declinare l'identità toscana: paesaggio collinare, grande arte rinascimentale e buon cibo sì, ma anche l'alta tecnologia che nell'albergo cinque stelle del lungomare ieri e oggi tiene banco con il "Tuscan Aerospace Summit".

Con un doppio salto mortale, ecco che salta fuori una sorta di slogan: "Sotto il sole della Toscana c'è più spazio". È un mix che mette insieme il film di Audrey Wells sul fascino della nostra regione e il doppio significato che la parola "spazio" ha come opportunità e come cosmo: lo sottolinea David Zolesi, amministratore delegato di nun'azienda-gioiello come la Kayser Italia. E lo ripete Marco Luise, presidente di Toscana Spazio, l'associazione che rappresenta l'arcipelago di piccolo-medie imprese, università e centri di ricerca che vale 2500 addetti e mezzo miliardo di euro di fatturato.

È appunto Toscana Spazio a dar gambe a questo vertice di imprese, ingegneri e scienziati in tandem con le Camere di Commercio di Livorno e di Pisa più Toscana Promozione, braccio operativo della Regione Toscana con un progetto di internazionalizzazione che guarda a Cina e Sud America.

Non è dunque un caso se ieri erano presenti personalità cinesi come Zhao Xiang Dong, console a Milano, e Zhang Gang, delegato generale di Ccpit, l'organismo del governo di Pechino per promuovere il commercio internazionale, ma anche rappresentanti di legami d'affari o di ricerca scientifica con Brasile, Giappone e Emirati Arabi. E oggi il bis con big come Roberto Battiston (Agenzia spaziale italiana), Giorgio Saccoccia (alto dirigente Esa), Nichi Vendola (presidente Nereus), Patrizia Toia (Eurpparlamento).

Ora questa galassia di cervelli – ma anche di lavoro e di capitali – prova a fare il salto di qualità: da un lato, strutturandosi sempre più come una rete di imprese, se non ancora come un vero e proprio distretto produttivo; dall'altro, spingendo sull'acceleratore della internazionalizzazione.

In che modo? Uscendo dal recinto: ad esempio, la prossima edizione del Tuscan Aerospace non andrà in scena qui da noi o in un’altra città toscana bensì a Bruxelles. È lì – ripete chi vive su questa nuova frontiera – che bisogna puntare perché è lì che si spostano le risorse in grado di trasformare la ricerca in crescita industriale. Dunque: in lavoro, soprattutto in figure qualificate.

È l’aspetto sul quale insiste anche il sindaco Filippo Nogarin, in tasca la laurea proprio in ingegneria aerospaziale (anche se poi il suo curriculum è principalmente in campo informatico e gestionale). E se il cuore gli detta che «qui vorrei essere ingegnere fra gli ingegneri dalla vostra parte della barricata», sa bene che da un sindaco ci si aspetta altro: ecco che annuncia che, oltre a «rafforzare la formazione universitaria», cercherà di «facilitare gli investimenti produttivi». Da tradurre: 1) il polo di logistica e i centri di ricerca a Villa Letizia e allo Scoglio della Regina, seppur nati nella precedente amministrazione sotto il segno di Alessandro Cosimi e Giovanna Colombini, saranno mantenuti e semmai valorizzati; 2) un sindaco ha in mano la matita del Prg e la chiave della sburocratizzazione per attirare gli investitori.

Il Tuscan Aerospace Summit è stato anche l’occasione per mettere in vetrina tassello di un puzzle di eccellenza che la nostra regione ha in campo aerospaziale. Solo per citarne alcuni, la Kayser ha predisposto uno stand con il collegamento video in diretta con la Stazione spaziale internazionale in orbita 400 chilometri sopra le nostre teste. E la D-Orbit ha illustrato la propria soluzione d’avanguardia per evitare che le orbite siano ingombrate da unsa sorta di “spazzataura spaziale” di satelliti ormai “morti”. Invece la Selex Es ha presentato l’apparecchiatura di telerilevamento che fa la “radiografia” alla superficie di asteroidi per capirne la composizione chimica. Intanto, nel giardino dell’hotel è stato esposto l’Idintos, un idrovolante ultraleggero caratterizzato da una singolare doppia ala e da consumi bassi...

La conquista di nuovi mercati, la scoperta di nuovi materiali e nuove metodologie non sono solo una esigenza di sviluppo. Sabino Titomanlio, direttore di Toscana Spazio, si rivolge esplicitamente ai ragazzi e alle ragazze del liceo Cecioni della squadra di “Zero robotics” che da anni si battono con successo con i coetanei di mezza Europa: «Ci siamo dati anche un obiettivo che esce fuori dai parametri economico-aziendali: è la voglia di frenare la diaspora delle competenze per offrire ai giovani più brillanti una alternativa così da non obbligarli a fare la valigia».

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