Lutto
Chiusi contatori dell’acqua a più di cento condomìni
Morosità, Asa ha inviato gli avvisi-ultimatum a 258 palazzi su 9.156 allacciati In città 41 hanno rischiato lo stop alla fornitura. E i crediti sfiorano 32 milioni
LIVORNO. Avviso di chiusura del contatore dell’acqua per “morosità condominiale”. Sono centinaia, in tutta la provincia, gli utenti che dall’inizio dell’anno hanno trovato nella cassetta della posta una comunicazione come questa. E sono decine quelli che, potenzialmente, potrebbero riceverla da qui alla fine dell’anno. Il motivo? L’ultimo conguaglio, come chiariscono da Asa, non c’entra. Il problema è la morosità: in altre parole le bollette non pagate nel tempo, che in alcuni condomìni hanno già portato alla chiusura del contatore.
In tutta la provincia. Le utenze condominiali allacciate con Asa in tutto il territorio coperto (quindi da Colle all'Elba, più alcuni comuni pisani) sono 9156. «Le chiusure di contatori condominiali "prenotate" da gennaio ad agosto, causa morosità – spiegano da via del Gazometro – sono state 258». Ovvero circa il 2,8%. Alla fine, dal primo gennaio, «l'acqua è stata staccata a 104 condomìni», circa l’1,13%.
A Livorno. In città i condomìni serviti da Asa sono 2827: quelli che hanno rischiato lo stop alla fornitura, sempre per morosità e sempre nei primi otto mesi dell’anno, sono 41. Dopo i solleciti di pagamento agli amministratori e gli avvisi inviati a ogni condomino, si sono messi in regola. Tutti tranne uno: il contatore, confermano da Asa, è stato staccato a un palazzo di sette appartamenti. È andata peggio all'Elba: 113 chiusure programmate e 68 eseguite. Numeri alti anche nella Bassa Val di Cecina: 29 contatori staccati, su 73 condomìni avvisati. Nessun caso nell'Alta Val di Cecina.
Gli avvisi. In ogni caso i numeri dicono che in città un palazzo e mezzo su cento ha problemi con la bolletta, fino a rischiare la chiusura del contatore. Le cause e i guai, con la crisi che continua a mordere, possono essere diversi: con uno o più condomini che non pagano la loro quota, o con gli amministratori, che sono l'anello di collegamento con Asa. L'azienda, infatti, per il contatore condominiale emette una sola fattura ed è poi l'amministratore a dividere e raccogliere le quote. «C'è una procedura utilizzata con gli amministratori – spiega il presidente Fabio Del Nista, insieme al responsabile commerciale, Andrea Simonetti – non prevista dal regolamento o dalla Carta del servizio, che è frutto di un percorso di collaborazione iniziato molti anni fa. Una procedura che ha lo scopo di limitare i disagi, soprattutto legati ai distacchi per il mancato pagamento delle bollette». «Mensilmente – riferiscono – anticipiamo le bollette di nuova emissione all'amministratore. Oltre al sollecito con raccomandata, come previsto dal regolamento, ogni mese inviamo anche la situazione del credito scaduto. Prima di chiudere il contatore, da tempo mettiamo poi nelle cassette della posta dei singoli condomini l'avviso che entro 10 giorni, a causa della morosità accumulata, andremo a chiudere il contatore». «È una cortesia che facciamo ai condomini – dicono – perché si attivino con gli amministratori, che sono quelli che conoscono le diverse situazioni, anche le eventuali difficoltà. E comunque lo stop e l'atto ingiuntivo non arrivano da un giorno all'altro: di solito scattano quando l'azienda non ha ricevuto risposte, e anche dopo tre o quattro bollette non pagate, insomma un anno di solleciti».
Crediti e morosità. Ma a quanto ammonta la morosità che Asa sta cercando di recuperare? Dall’azienda spiegano che nel “cassetto”, dal 2005, ci sono «circa 8 milioni legati alle utenze cessate: soldi che difficilmente saranno recuperati». Altra cosa sono i crediti vantati per le utenze attive: «In tutto – spiegano – 32 milioni dal 2006, il grosso accumulato dal 2011, con l’accentuarsi della crisi». Rispetto a un fatturato che, per l’acqua, vale 80 milioni all’anno. Attenzione, però: «Tolti i crediti vantati per bollette non ancora scadute, la morosità vera (che riguarda sia soggetti pubblici che privati, sia bollette scadute da un giorno che debiti storici) ammonta a una ventina di milioni». Considerando solo Livorno, i crediti sfiorano i «3,5 milioni: un milione di pagamenti non ancora scaduti, il resto (2,5 milioni) da recuperare». Qui dentro c’è chi si metterà in regola da solo, pagando in ritardo, e chi, come nel caso dei 41 condomìni, presto riceverà il foglietto...
Juna Goti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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