Il Tirreno

Livorno

Il piano del porto convince Super accordo con Carnival

Il colosso americano si lega per 5 anni alla città: nel 2015 porterà oltre 130 navi Piccini: «Certezza degli ormeggi decisiva». Provinciali: «Di nuovo centrali per le crociere»

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LIVORNO. La regola aurea nel mondo delle crociere è non cantare mai vittoria. Dopo l’accordo che il porto di Livorno ha centrato con la Carnival Corporation però, è davvero difficile restare con i piedi per terra e non dire che il vento è cambiato.

Perché la più grande compagnia da crociera del mondo ieri ha firmato un’intesa che la legherà alle nostre banchine per cinque anni. Nella “schizofrenia” del mercato marittimo, ancor di più di quello crocieristico (che a Livorno si è toccata con mano, prima con la fuga verso La Spezia di tante compagnie, ora col ritorno in massa sul nostro scalo), un impegno quinquennale rappresenta quasi un unicum e non può non esser letto come la conferma di quanto le grandi compagnie abbiano apprezzato il piano regolatore portuale - in via di approvazione - con tutto quel che prevede per il terminal crociere e le banchine assegnate alle love boat all’Alto Fondale.

La firma è avvenuta ieri per mano di Giora Israel, vice presidente senior di Global Port and Destination Development di Carnival, e Roberto Piccini, numero uno di Porto 2000. Ma è stata solo l’atto conclusivo di un’intensa trattativa condotta al Sea Trade di Barcellona tra il management del porto livornese, il segretario generale di Port Authority e Roberto Piccini in testa, e i vertici di Carnival.

L’accordo di collaborazione riguarda tutti i brand americani ed europei dell’armatore americano, da Cunard a Princess Cruises, da Holland America Line a Seabourn, fino a Aida Cruises, Carnival Lines e Costa Crociere. Che per il 2015 contavano fino a ieri 127 “toccate” in programma sul nostro scalo, che adesso sicuramente lieviteranno.

Michel Nestour, vice presidente di Carnival Global Port and Destination Euromed, ha sottolineato come sia stata decisiva la volontà di trovare soluzioni rispetto alle problematiche che la compagnia aveva trovato l’anno scorso a Livorno.

E’ proprio in quella direzione che si è incentrato il lavoro a Barcellona di Piccini e Provinciali, che al Sea Trade hanno illustrato pubblicamente e negli incontri riservati il nuovo volto che il porto assumerà con l’approvazione del piano regolatore, oltre agli investimenti destinati alle crociere che la privatizzazione di Porto 2000 porterà con sè. Un’opera di convincimento che deve aver funzionato, rafforzata probabilmente dal momento di difficoltà di La Spezia giunta forse alle sue massime potenzialità.

«La certezza degli ormeggi, la realizzazione del terminal Alto Fondale ed il lavoro in progress, accompagnati da una accortezza commerciale, sono stati strumenti fondamentali per portare a termine questa iniziativa con successo», dice Piccini.

Mentre Provinciali evidenzia il messaggio uscito dal Sea Trade, che «restituisce chiaramente a Livorno una rinnovata centralità sul fronte del mercato crocieristico».

«Evidentemente - aggiunge Provinciali - quanto seminato dall'Authority assieme a Porto 2000 già al Seatrade di Miami ha dato i suoi frutti nella recente manifestazione di Barcellona. Le previsioni del piano regolatore in via d’approvazione sul polo crocieristico, l'ordinanza sulle priorità di accosto firmata congiuntamente con la capitaneria a marzo scorso, gli sforzi della Porto 2000 per dotare l'Alto Fondale di una prima stazione crociere, e il dragaggio del lato nord del Molo Italia, puntualmente trasformato da promessa in cantiere, sono stati gli elementi di forza che ci hanno consentito di raggiungere risultati concreti in termini di sviluppo dei traffici».

Giulio Corsi

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di Redazione web