Il Tirreno

Livorno

Danneggiata una pensilina al giorno

di Giorgio Carlini

Le strutture recentemente installate prese di mira nella notte: pannelli imbrattati e vetri distrutti a colpi di mattone

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LIVORNO. Prima erano vecchie, sporche e abbandonate al degrado. Poi quelle strutture fatiscenti sono state rimpiazzate da modelli all’avanguardia: funzionali, accattivanti, costruiti con materiali resistenti. Dei “gioiellini” sparsi in giro per tutta la città. Ma dopo il restyling, e in pochissimo tempo, le nuove pensiline dei bus hanno attirato le stupide e insistenti attenzioni dei vandali che, in spregio al senso del bene comune, hanno cominciato a danneggiarle e a deturparle con scritte di ogni tipo. Sarebbe sbagliato minimizzare, parlando di semplici bravate, quando per rompere un vetro antisfondamento si scagliano mattoni o si sferrano picconate.

A denunciare il deprecabile fenomeno, che è sotto gli occhi di tutti ma che paradossalmente passa quasi inosservato, è Marco Angiolini, proprietario della Scorpio Srl, società livornese leader nel campo della pubblicità. Fin dagli anni ’90 l’azienda di via Bacchelli si occupa, tra le altre cose (come poster, proiezioni in cinema e teatri, cartelloni in centri commerciali e in altre strutture) della pubblicità sugli autobus urbani e extraurbani di Livorno e Provincia.

Nel 2008, Angiolini decide di stipulare un accordo con l’allora Atl (oggi Ctt Nord) per rifare il look a quelle pensiline da anni ridotte in pessime condizioni. La cura delle strutture all’epoca spettava a due realtà di Milano e Genova, ma di fatto erano quasi abbandonate, in assenza di attività di pulizia e manutenzione.

La proposta di Angiolini è semplice: sostituire completamente tutte le vecchie pensiline (e relative paline con gli orari dei bus) con modelli di nuova generazione, a spese della Scorpio, in cambio dei diritti pubblicitari sui pannelli (a differenza di ciò che accade sugli autobus, per i quali l’agenzia paga un canone). «È stata una operazione lunga e impegnativa - racconta Angiolini - Abbiamo fatto un investimento ingente, che ha portato alla costruzione di 101 nuove pensiline a Livorno, 35 a Cecina e 15 a Portoferraio, oltre all’installazione di 210 nuove paline solo in città. E dobbiamo metterne ancora un centinaio».

La rivoluzione funziona, almeno nei primi mesi. Le paline, in alluminio, hanno un grande formato e sono scritte in modo chiaro. Le pensiline sono invece un modello unico, ideato dalla Scorpio, che si ispira alle strutture delle più importanti città europee. Una soluzione tradizionale e al contempo avveniristica: panchine in legno, infissi in acciaio zincato, tettoie ricurve in policarbonato, vetri spessi e antisfondamento.

In poco tempo, però, le nuovissime strutture finiscono nel radar dei vandali. I pannelli pubblicitari vengono completamente ricoperti con disegni, scritte offensive, firme di writers, dichiarazioni di odio e d’amore e dediche di vario tipo. Le vetrate vengono invece incrinate, spaccate, persino distrutte (impresa non facile perché, come detto, i vetri sono spessi e “a prova di urto”).

Per contratto, a spese della Scorpio, c’è anche la pulizia e la manutenzione delle pensiline. «All’inizio pensavamo a un’attività di routine - confida Angiolini - Invece ora gli episodi vandalici si verificano in continuazione. Abbiamo dovuto assumere due persone solo per gli interventi di pulizia delle scritte e di sostituzione dei vetri, oltre a comprare un furgone e ad acquistare i macchinari specifici».

Così chi si era offerto di cambiare il volto alle fermate dei bus, ora deve sobbarcarsi di spese extra senza fine. Un esempio? «Di recente sono stati danneggiati i vetri di tutte le pensiline dai Tre Ponti al Miramare. In una sola notte».

Una vetrata costa in media 40 euro (dipende anche dalle dimensioni), e ogni mese vengono spaccate oltre 25 strutture. Mentre gli interventi per togliere le scritte sono all’ordine del giorno. Facile perciò intuire la rabbia e l’esasperazione di chi aveva tentato di migliorare una parte della città e si ritrova a fare i conti con l’ assurdo e incivile fenomeno.

«Non nego di aver pensato a recedere dalla convenzione nei momenti più pessimisti - rivela Angiolini - ma amo troppo la mia città e non voglio rinunciare a migliorarla. Non voglio arrendermi ai vandali - conclude - ma spero che le istituzioni ci aiutino a combattere quella che sta diventando una vera e propria piaga sociale».

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