Il Tirreno

Livorno

Vive nell’alloggio popolare ma in garage ha la Ferrari

di Federico Lazzotti

La municipale ha scoperto altre otto auto d’epoca in possesso del pensionato Pagava 75 euro di affitto ma aveva una casa di proprietà: è indagato per truffa

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LIVORNO. Il tesoro dell’ultimo furbetto del mattone era nascosto (e diviso) in due garage del centro. Il pezzo pregiato della sua collezione di nove auto era una Ferrari 208, macchina cult degli anni Ottanta, poi - tra le altre - un paio di Mini Minor Innocenti, una Vespa sempre d’epoca e una A 112 Abart.

Niente male come salone personale di auto d’epoca, soprattutto per un pensionato che sulla carta raccontava di essere un nulla tenente e che per questo motivo, da una decina d’anni, era assegnatario di un alloggio popolare in zona Stazione per il quale pagava a Casalp un affitto mensile di 75 euro.

«In realtà - spiegano dalla polizia municipale che ha eseguito l’indagine - abbiamo accertato che viveva altrove e più precisamente in un appartamento, di sua proprietà, dalle parti dell’ospedale assieme alla compagna».

Il 73enne adesso è stato iscritto nel registro degli indagati dal pubblico ministero Massimo Mannucci. L’accusa nei suoi confronti è quella di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico in atto pubblico.

L’inchiesta, svolta dal nucleo di polizia giudiziaria e investigativa della municipale di cui fanno parte Fabio Cerini e Marco Vaccai, è solo l’ultima di una lunga serie di indagini che negli ultimi tre anni ha portato all’apertura di una ventina di fascicoli nei confronti di altrettanti assegnatari di alloggi popolari.

A dare il via agli accertamenti, di volta in volta, le denunce presentate direttamente da Casalp in Procura, oppure da qualche vicino di casa o da cittadini in attesa di un alloggio popolare che hanno scoperto qualche magagna nel sistema di assegnazione.

Tre le casistiche più frequenti che gli investigatori si sono trovati di fronte indagando sui furbetti del mattone.

«C’è - spiegano dal Comune - chi finge di separarsi per mantenere un reddito familiare basso e avere così la casa popolare. Altri invece subaffittano l’alloggio a parenti o amici, mentre altri ancora vivono altrove ma mantengono la casa popolare in attesa di poterla riscattare per poi rivenderla».

Nel caso del pensionato collezionista di auto d’epoca (gli investigatori per adesso hanno fornito solo le iniziali) l’indagine è partita alcuni mesi fa da una segnalazione di Casalp. Molto probabilmente a insospettire gli 007 della società partecipata dal Comune i consumi così bassi dell’appartamento.

Così è scattato l’accertamento durante il quale gli inquirenti hanno incrociato i dati del catasto con quelli dell’Agenzia delle Entrate scoprendo che il pensionato era proprietario di un appartamento e affittuario di due garage.

A questo punto sono cominciati pedinamenti e appostamenti durante i quali sarebbero state fatte anche delle foto. È da queste attività che gli inquirenti sono certi di poter dimostrare, anche a processo, due aspetti chiavi delle presunte irregolarità compiute dal 73enne: da un lato la residenza diversa da quella della casa popolare e la proprietà di un appartamento. Solo in un secondo momento è scattata la perquisizione nei due garage che l’uomo aveva da tempo preso in affitto, qui è saltato fuori il tesoro delle nove auto d’epoca. Ora il prossimo passo sarà quello di arrivare davanti al giudice e nel caso in cui le accuse vengano confermate, riassegnare la casa popolare a chi ne ha diritto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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