Il Tirreno

Livorno

Il duello è Franchi-Parodi ma decideranno Fi e M5s

di Giulio Corsi

Il centrodestra ritira il proprio candidato in nome di un «voto utile» (al Pd) La sinistra trova 22 firme grilline e presenta anche un uomo vicino a Fratelli d’Italia

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LIVORNO. Il sindaco di Rosignano Alessandro Franchi o il sindaco di Suvereto Giuliano Parodi. Sarà uno di loro il successore di Giorgio Kutufà alla presidenza della Provincia in un duello tutto a sinistra che si deciderà con i voti della non-sinistra, Cinque Stelle innanzitutto e Forza Italia.

La partita - in programma il 12 ottobre - si giocherà sul filo di lana. E potrebbe perfino terminare in un bis clamoroso della clamorosa presa del municipio livornese da parte di Nogarin. Lo si capisce bene dalla forza che oggi le tre liste in campo vantano sulla base del peso dei grandi elettori (consiglieri comunali e sindaci) che saranno chiamati al voto: il 42% il Pd, l'11% Forza Italia (che però non ha presentato un candidato presidente e dunque dovrà scegliere tra Parodi e Franchi) e il restante 47% diviso tra le liste civiche orbitanti attorno alla sinistra alternativa che nella stragrande maggioranza fanno riferimento a Parodi, e il M5s (che a Parodi ha permesso la candidatura e probabilmente porterà i suoi voti).

Forza Italia abbraccia il Pd. Il termine ultimo per presentare le candidature è scaduto ieri a mezzogiorno. E c'è stata subito una novità: Forza Italia, confermando quanto aveva annunciato la scorsa settimana Altero Matteoli che aveva auspicato che il suo partito scegliesse il male minore (cioé il Pd), ha deciso di presentare solo una lista di candidati consiglieri. In realtà è stata una sorpresa, considerato che nonostante le parole di Matteoli, fino a domenica sera sembrava che Forza Italia lanciasse per la carica di presidente Claudio De Santi, primo cittadino di Rio nell’Elba. «Ma dopo una riflessione approfondita sui numeri abbiamo scelto di fare un passo indietro - spiega Paolo Barabino, coordinatore degli azzurri -. Avremmo infatti avuto una posizione minoritaria e la nostra partecipazione al voto avrebbe rischiato di essere non utile. Rischio che non potevamo e non possiamo permetterci davanti a uno schieramento apertamente di ultrasinistra appoggiato esternamente dai Cinque Stelle, com’è quello di Parodi. E’ pensando all’interesse dei cittadini e alle tematiche fondamentali che la Provincia continuerà a gestire, dal porto alla viabilità, dai trasporti all’ambiente, che abbiamo rinunciato al nostro candidato nella direzione di un voto utile».

La dichiarazione vale più di un abbraccio al Pd e al suo candidato Franchi, ma Barabino ufficialmente non può che frenare: «Staremo a vedere, faremo un percorso interno, a livello locale ma anche regionale e nazionale. Ripeto, la nostra bussola sarà la scelta di responsabilità nell’interesse dei cittadini».

Una parte dei voti di Forza Italia insomma sembra garantita al candidato democratico Franchi. Saranno sufficienti per prendere la Provincia?

I grillini con Parodi. Sul fronte opposto il sindaco di Suvereto Parodi si trova con dubbi diversi ma ancor più amletici. Perché le 44 firme che hanno permesso la sua candidatura arrivano per metà dal mondo della sinistra alternativa al Pd (tante liste vicine a Rifondazione, ma anche Buongiorno e Cannito), e per metà dalla decisione del M5s di appoggiare il candidato alternativo al Pd (sorprendente dal punto di vista ideologico di un movimento per cui le Province sono tra i mali assoluti, ma non troppo dal punto di vista del pragmatismo politico), senza però presentare propri candidati consiglieri. «Abbiamo firmato per dare la possibilità a questa lista di partecipare ad una votazione in cui altrimenti l’unica forza che avrebbe potuto correre sarebbe stata il Pd», spiega il capogruppo in Comune a Livorno Francesco Bastone. E il consigliere Daniele Esposito aggiunge: «Ora non è detto che votiamo per Parodi. Di certo non voteremo Pd».

Il vero nodo sarà di fatto capire quanti grillini sosterranno il sindaco di Suvereto: solo 14 consiglieri livornesi su 20 infatti hanno firmato per Parodi (le altre 8 firme arrivano dai consiglieri di altri Comuni). «Ma ci siamo fermati a 14 solo perché non servivano più firme», si affretta a precisare Esposito. E’ noto tuttavia che all’interno del movimento la partecipazione alle elezioni provinciali abbia creato una discussione accalorata non senza polemiche. Come si comporteranno il 12 ottobre i 21 grillini livornesi (Nogarin compreso) il cui voto da solo vale il 29% di tutti gli altri?

L’uomo di Amadio nella lista di sinistra. Intanto, in attesa del probabile appoggio grillino, Parodi si trova ad affrontare una bella bega d’identità. E con lui anche l’ex segretario di Rifondazione Alessandro Trotta (tra i promotori della lista), i buongiornini Raspanti e Bruciati (entrambi candidati), e i sei candidati vicini a Rifondazione inseriti in lista. Tutti dovranno in qualche modo giustificare la presenza in lista di Lorenzo Gasperini, consigliere comunale a Cecina, vicino a Fratelli d’Italia e alla “pasionaria nera” Marcella Amadio. La quale ieri non ha avuto dubbi nel rivendicare la candidatura di Gasperini: «Prima di candidarsi con Parodi, Lorenzo si è voluto confrontare con me. E sono stata io a dirgli “vai, dobbiamo terminare la pulizia iniziata a Livorno”».

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