Gioco
«Bariamo sugli annunci? No, reclutiamo personale»
I titolari delle aziende difendono gli annunci del porta a porta mascherato. La replica dopo la nostra inchiesta sulle offerte di lavoro ingannevoli

«Guarda, io ti dico la verità, a noi non interessa molto questa cosa, ci avete fatto solo pubblicità. Cattiva o buona non importa, basta che se ne parli». È iniziata così la conversazione con uno dei titolari della “Design Companies” di Lucca, che ci ha contattato in seguito alla nostra inchiesta sulle inserzioni di lavoro ingannevoli. Avevamo risposto ad un loro annuncio per ricerca di “magazzinieri” e “spedizionieri” e ci siamo ritrovati a vendere porta a porta contratti di luce e gas a Uliveto Terme.
L'INCHIESTA Viaggio nel mondo delle offerte di lavoro ingannevoli - TUTTI I VIDEO DELL'INCHIESTA
In cosa consisteva il lavoro lo abbiamo scoperto solo una volta arrivati a destinazione. Proprio come Lucia, che ha avuto un’esperienza simile alla “Strike” di Pisa: è stata portata dalla zona industriale di Ospedaletto a Casale Marittimo, dopo aver fatto un colloquio per “assistenza clienti”. Un fenomeno nazionale, purtroppo, che non può essere circoscritto solo a due aziende. «Io non lo chiamerei “lavoro ingannevole” - prosegue il titolare dell’azienda lucchese - per me questo è un sistema di lavoro e non siamo gli unici ad utilizzarlo. Lo fanno anche aziende strapotenti, che grazie a questo sistema hanno fatto tanti soldi (società di cui preferisce non fare i nomi, ndr). Lo facciamo perché ci sono dei pregiudizi sul porta a porta, io ero il primo ad averli: non avrei mai risposto ad un annuncio da venditore».
Anche i manager di queste società sono stati reclutati con “l’inganno” e ora lo accettano come metodo di selezione del personale. E quando accenniamo della delusione dei giovani che si imbattono in questo tipo di annunci, la risposta è sempre questa: «Purtroppo dobbiamo imbatterci anche nei delusi, altrimenti non troviamo quelli adatti a questo mestiere. L’80% degli agenti della nostra azienda sono stati acquisiti in questa maniera. Ieri ho pagato i loro stipendi e ti assicuro che guadagnano bene». Secondo quello che dice il titolare della società di Lucca, i venditori più intraprendenti guadagnerebbero fino a 1800 euro.
LE TESTIMONIANZE Anche noi costretti al porta a porta
L’annuncio di lavoro ingannevole sarebbe, dunque, un “male necessario” per reclutare personale. Poco importa se c’è chi non si sarebbe mai sognato di percorrere 50 chilometri in auto con uno sconosciuto per una giornata di prova nel settore delle vendite. Fa parte del gioco.
Sui nomi delle aziende che pubblicano annunci da Guamo, il manager della società non si espone più di tanto: «Noi abbiamo varie partite Iva, che sono a nome nostro. Paghiamo le tasse, quindi possiamo utilizzarle per cambiare spesso il nominativo dell’azienda. Sfruttiamo le nostre possibilità».
Garanzia giovani, il progetto non decolla
Gli utenti di “Lavoro Anomalo”, nel tempo, hanno indicato diverse società con sede in via Vorno 9, sede della Design Companies: si va dalla Always on Group alla Malo srl semplificata (infatti il capitale sociale versato è di 1 euro). I metodi segnalati sono sempre gli stessi: con la scusa del lavoro di magazziniere, di segreteria, di inserimento dati, di corriere, si reclutano venditori porta a porta. Il nome dell’azienda, dunque, conta poco: sulla pagina Facebook si censiscono più che altro i numeri di telefono (delle aziende) e gli indirizzi degli annunci di lavoro.
Come nel caso della Strike, che su “Lavoro Anomalo” è segnalata allo stesso indirizzo - via Cocchi traversa A - della Fly o della Bincoletto srl, che, stando alle testimonianze degli utenti, avrebbero inserito annunci utilizzando proprio “il sistema” dell’inserzione ingannevole. Alla Strike, tra l’altro, hanno preferito il “no comment”.
Lucca e Pisa, però, non sono le uniche città in cui le inserzioni di lavoro ingannevoli proliferano. I nostri lettori e gli utenti di “Lavoro anomalo” hanno segnalato casi simili a Livorno, Firenze, Pistoia. Grazie a chi ha raccontato la propria esperienza oggi è sufficiente lanciare una ricerca su Internet per indirizzo o numero di telefono per capire da dove proviene un’offerta di lavoro. E se la mansione specificata nell’annuncio è effettivamente quella per cui ci si candida. Di questi tempi, non si sa mai.
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