Il Tirreno

Livorno

Area vasta costiera: ora è tempo di agire

di Giulia Mancini
Area vasta costiera: ora è tempo di agire

Tutti d’accordo alla Festa Pd: serve integrazione tra Province Filippi bacchetta Nogarin: «Non si può restare isolati su tutto»

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LIVORNO. Non è più tempo di dichiarazioni d’intenti, ora occorrono i fatti, e l’area vasta costiera deve diventare una realtà operativa per non lasciare che la Toscana si sviluppi secondo velocità diverse. È questo il leitmotiv ripetuto da tutti gli ospiti Pd durante la giornata di chiusura della Festa dell’Unità.

«L’area vasta è arrivata alla sua ultima stagione non possiamo continuare a parlarne in eterno, ed è difficile far capire a Nogarin quali problematiche si ritrova se sceglie di restare isolato - interviene il senatore Marco Filippi - Dobbiamo fare un lavoro di opposizione, far capire ai cittadini i pericoli di questo atteggiamento e iniziare a integrare porto e aeroporto di Pisa».

Dopo più di vent’anni in cui si parla di area vasta sul territorio, si dice che è arrivato il momento di procedere a identificare strumenti di programmazione economica che riuniscano in un solo progetto Pisa, Livorno, Rosignano e Piombino. «Livorno può vantare il copyright sull’idea di area vasta - ripete la deputata Maria Grazia Rocchi - ma questo non basta più: occorre far interloquire i comuni con la Regione».

«Prendiamo atto che ci saranno sempre meno soldi e la Regione potrà fare sempre meno investimenti, per questo occorre più cooperazione tra territori - rilancia l’organizzatore del Pd Toscana, Antonio Mazzeo- dobbiamo stare attenti alle dichiarazioni di Nogarin che sta lavorando per isolare Livorno».

L’integrazione degli scali e il collegamento veloce ferroviario sono due ingredienti fondamentali proposti da Enrico Rossi per il lancio economico del territorio. «L’area vasta costiera presenta enormi potenzialità e non credo che sia subalterna all’area metropolitana di Firenze», dichiara il capogruppo Pd in Regione Ivan Ferrucci. Oggi la Toscana viaggia a velocità diverse, non tutti i capoluoghi hanno dato le stesse risposte alla crisi. «Vi sono delle ragioni storiche e oggettive per cui alcune zone hanno saputo affrontare la crisi diversamente - interviene Rocchi- non è facile trasformare industrie chimiche e siderurgiche in altro».

Se fino a questo momento si è potuto contare sul lavoro delle province, con la nuova organizzazione che entrerà a breve in vigore, l’area vasta costiera diventa indispensabile per ridefinire lo sviluppo del territorio livornese. Tra le priorità, i democratici annoverano quella di terminare il corridoio tirrenico, pensare ad un collegamento ferroviario da Guasticce fino all’area della Valdera. «Ricordo un incontro tra Lamberti e Fontanelli quasi vent’anni fa - conclude Filippi - da allora non c’è più stato alcun intento di collaborazione. Adesso è il momento di dare un nostro contributo anche dall’opposizione per sbloccare questa situazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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