Il Tirreno

Livorno

Sos degli amministratori di condominio: non abbiamo soldi per pagare il conguaglio Asa

di Giulio Corsi

Richieste da migliaia di euro. E scoppia il caos della ripartizione delle spese: «Su quali criteri dobbiamo farla?». Martedì una riunione

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LIVORNO. Gli amministratori di condominio sono sul piede di guerra. «Non siamo in grado di trovare i soldi per pagare i 18 milioni di conguaglio che Asa sta chiedendo alle utenze per gli investimenti effettuati tra 2008 e 2010», annuncia, senza girarci tanto intorno, Mirella Campodonico, presidente di Anaci, l'associazione che racchiude una sessantina di amministratori, che per martedì sera ha fissato una riunione per decidere il da farsi.

«Per noi è quasi impossibile reperire quei fondi - spiega meglio -, siamo fermi, ci sono palazzi che avrebbero bisogno di lavori ma non siamo in grado di ristrutturarli perché le famiglie morose aumentano in continuazione e soldi in giro non ce ne sono. Questa storia del conguaglio sulla bolletta dell'acqua rischia di darci il colpo di grazia: dove troviamo i soldi?».

L'allarme che lancia Campodonico è serio. Anche perché «gli importi sono inseriti nella fattura ordinaria e non sono scorporabili», aggiunge la numero uno dell'Anaci. Il che significa che non è possibile pagare la bolletta - e dunque essere in regola con il saldo dei consumi - ma non il conguaglio. E di conseguenza il rischio che qualche condominio alla fine diventi moroso è consistente. Con tutti i rischi del caso, cioè il distacco del contatore.

Il conguaglio peserà dagli 80 ai 150 euro su ogni famiglia, come abbiamo scritto nei giorni scorsi. Che tra l'altro Asa ha rateizzato in 9 bollette fino al 2016, riducendo la portata della stangata. Ma la maggiorparte delle utenze di Asa sono raggruppate nei condomini: a Livorno città il 90 per cento ha l'autoclave e dunque il conto è condominiale, dice Campodonico. Il calcolo è presto fatto: un condominio di 10 famiglie si porta dietro un conguaglio di 800-1500 euro e uno di cento famiglie di 8mila-15mila euro. «L'impatto è devastante per noi. Ancor di più considerando che la cifra è suddivisa su due, tre bollette e non su otto».

Ma c’è un altro problema: la ripartizione: come suddividere la cifra richiesta da Asa tra le famiglie? «Per ripartire quei 18 milioni che deve recuperare, Asa ha utilizzato come parametro i consumi dei singoli condomìni nel 2012 - spiega Campodonico -. Ora sta a noi effettuare l'ulteriore ripartizione tra le famiglie, con un problema non da poco: su quale base la facciamo? In parti uguali? In millesimi? Sulla base dei consumi del 2012? E come facciamo a chiedere un contributo basato sui consumi del 2012 alla giovane coppia che ha appena acquistato casa da una famiglia di cinque persone? E come la mettiamo con i condomìni che non esistevano nel 2012? Io amministro Porta a Mare, che nel 2012 non c'era: loro non pagano? Mi farebbe piacere. Ma se si decide che devono pagare mi si dica su quale base è calcolata la loro quota di conguaglio».

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