Gioco
Mazzeo mette fretta al Pd «Il segretario tra un mese»
Il responsabile organizzazione del partito auspica un rinnovamento profondo «Dobbiamo riprenderci dalla batosta, la base deciderà se l’elezione sarà aperta»
LIVORNO. «Mi sembra inconcepibile, intollerabile che si registri un livello di partecipazione così bassa nel giorno della chiusura della Festa dell’Unità - dice il senatore Marco Filippi - È la dimostrazione, se ce ne fosse stato bisogno, che è necessario rimettere in campo il partito, non solo ridefinendo gli organi dirigenti: questa platea è segno che qualcosa non va».
La strigliata al Pd arriva alla conclusione del dibattito sul ruolo dell’area vasta costiera (nell’edizione di domani l’approfondimento sul tema) moderato del capocronista del Tirreno, Alessandro Guarducci, al quale hanno partecipato la deputata Maria Grazia Rocchi, il capogruppo in Regione Ivan Ferrucci, il responsabile organizzazione Pd Toscana Antonio Mazzeo , appunto, il senatore Marco Filippi.
Nel giorno di chiusura, tre mesi e mezzo dopo il ko elettorale delle comunali, in platea non si contavano più di quaranta persone. E nessun unfer 30. «Capisco gli impedimenti e le concomitanze - continua Filippi - ma così non è tollerabile, si registra un livello di partecipazione da encefalogramma piatto». Filippi non usa giri di parole e richiama il partito a farsi protagonista nel ruolo di opposizione. «Dobbiamo partire dalla consapevolezza che abbiamo preso una batosta elettorale, ma dagli errori si deve ripartire - interviene Antonio Mazzeo - Ringrazio tutti i volontari che hanno lavorato con impegno ma ora dobbiamo tuti prenderci le nostre responsabilità. Il Pd di Livorno ha bisogno di un nuovo segretario che deve essere nominato prima dei candidati alle regionali, il tutto si deve svolgere entro un mese, al massimo un mese e mezzo».
Mazzeo, dunque, ha sollecitato il Pd a pensare a una nuova struttura. «Sarà il partito di Livorno a decidere le modalità con cui nominare il segretario, se saranno le assemblee di federazione che ci sono adesso oppure delle nuove» si lascia sfuggire Mazzeo. Ma a domanda diretta, se riterrebbe necessario un azzeramento totale nel partito, si limita a rispondere dicendo: «Credo solo che ci sia bisogno di un rinnovamento profondo, di più non posso dire altrimenti sarei io a dare l’indirizzo». Anche questa volta i vertici della Regione si confermano dei “facilitatori”, non vogliono sostituirsi alla base del partito nel prendere le decisioni ma neanche lasciarla sola.
«Sarà la base a decidere, il mio compito è convocare a breve la direzione e aprire così la procedura per l’elezione del segretario: sarà il partito a decidere se farle aperte o no, ma si deve fare in fretta».
Nello spazio dibattiti ha fatto una breve apparizione anche Marco Ruggeri, che non ha rilasciato dichiarazioni. «È nostro dovere, come esponenti del Pd, dare un contributo attivo su Livorno in questa fase di trasformazione della politica nazionale - sottolinea Filippi - non è banale che una parte della sinistra abbia guardato al M5S oppure a Buongiorno Livorno, non possiamo liquidare la questione dicendo che sono compagni che sbagliano».
La differenza dei voti avuti dal Pd tra le comunali e le europee, resta a significare la bocciatura data dai livornesi alla dirigenza del partito locale e alla precedente amministrazione. «Anche sulla questione del nuovo ospedale non possiamo aspettare di riparlarne tra cinque anni - conclude Filippi - dobbiamo interrogarci fin da oggi sull’offerta sanitaria da dare al territorio».
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