Il Tirreno

Livorno

L’Atleti sotto sfratto sul piede di guerra «Noi non chiudiamo»

di Cristiana Grasso
L’Atleti sotto sfratto sul piede di guerra «Noi non chiudiamo»

Lo storico albergo ha ricevuto la visita dell’ufficiale giudiziario per una causa che si trascina da anni con i proprietari

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LIVORNO. Nel giardino dell’hotel Atleti,il suo hotel Atleti, Arrigo Pastacaldi insieme alla moglie Gloria mostra orgoglioso la vasca con le 20 carpe ornamentali, quella con le 50 tartarughe e il cane gli scodinzola intorno. E subito dopo dice: «Noi non si chiude, sia chiaro. È vero, l’altro giorno è venuto l’ufficiale giudiziario per lo sfratto, ma per ora tutto è rinviato. Del resto c’è una causa in corso... L’albergo comunque non si può certo chiudere, abbiamo 10 dipendenti, ci lavoriamo anche tutti noi di famiglia, un’azienda sana nonostante la crisi. Impossibile far cessare un’attività come questa».

Effetto giorno, giorno soleggiato, in uno degli alberghi più conosciuti della città, via dei Pensieri, a due passi dal mare e con camere che si affacciano anche sull’ippodromo, design anni Sessanta e una discoteca annessa che fa parte dei ricordi di intere generazioni, comprese le ultime, per le quali ci sono pomeriggi riservati ai minorenni con vigilanza e musica ad hoc. La parola sfratto sembra assolutamente fuori luogo invece purtroppo è una minaccia reale, almeno sulla carta. I Pastacaldi infatti qui sono in affitto, dal 1967. Tutto bene fino a quando la Spa Patrimonio dello Stato (subentratta dopo una serie di passaggi che partono dallo scioglimento dell’Ente Gioventù Italiana, primo proprietario) non lo ha messo all’asta, nel 2005. «Noi lo volevamo acquistare, esercitando il diritto di prelazione. Ma le cose non sono andate come dovevano, qualcosa non ha funzionato e alla fine se lo sono aggiudicato all’asta loro, con un rialzo sulla base d’asta di soli dieci euro. E al momento di stipulare il contratto d’acquisto hanno ottenuto anche un ulteriore sconto. Tutto questo è avvenuto senza rispettare il nostro diritto di prelazione». Loro sono la Emmesse immobiliare srl con sede a Napoli, che ha acquisito la struttura nel 2008 e che ora chiede che i Pastacaldi se ne vadano. «In realtà loro sanno che noi vorremmo acquistarlo l’albergo, come del resto volevamo fare fin dal 2005. Solo che vogliamo acquistarlo a un prezzo giusto e da qui nascono i problemi».

Il signor Arrigo intanto si è pagato tutti i lavori di abbellimento e manutenzione,ha sempre versato l’affitto, e neanche un anno fa ha cacciato anche 350mila euro per “l’indennità di occupazione” dal 2008 al 2014. «Chiederci di andarcene, di licenziare tutti i dipendenti, è una follia. Anche perché c’è una causa in corso visto che quel diritto di prelazione non ci venne fatto esercitare nonostante avessimo sempre pagato l’affitto ai vari enti statali proprietari. E infatti noi non ce ne andiamo, l’albergo funziona a pieno ritmo, ci siamo anche riproposti sul mercato come hotel con la formula low cost... Qui c’è tutta la nostra vita e anche una parte di storia della città».E in effetti, girellando nel giardino, nella hall, tra i divanetti della discoteca, sfilano gli anni del boom, quelli dell’austerity, quelli dello yuppismo e quelli più recenti dei baby compleanni che sembrano matrimoni. Lo stile marinaro si mischia all’atmosfera revival, da gran parte delle camere c’è una vista mare stupenda, il telefono squilla per una prenotazione. Pastacaldi e la moglie non si riposano un attimo: «In un albergo c’è tanto da fare, e noi non ci risparmiamo certo. L’Atleti è nostro e dei livornesi, riusciremo a vincere questa battaglia». Sul sito web dell’hotel una frase che racconta tutto il suo amore per questo albergo dove vive da quasi mezzo secolo: “Mi sveglio.. mi affaccio...il verde.... cavalli.... il mare... Sogno o son desto?”

@crigrasso

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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