Il Tirreno

Livorno

I boschi ridotti a discarica Alberi assediati dai rifiuti

di Mauro Donateo
I boschi ridotti a discarica Alberi assediati dai rifiuti

Zona Corbolone: vicino al sentiero per le Cascatelle elettrodomestici sfondati, indumenti, macerie, sanitari rotti. Guai anche alla Puzzolente e alle Ferriere

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LIVORNO. Spazzatura gettata ai piedi degli alberi, siringhe per terra, macerie sparpagliate ovunque. Ma anche televisori sfondati, elettrodomestici sgangherati, residui di bagno e seggiole rotte, qualche vestito, un mare di cartacce e involucri di plastica. È questo il triste spettacolo che si trova all’interno di alcuni boschi delle nostre colline. Un colpo al cuore per chi ama fare delle passeggiate in mezzo al verde.

IL TESORO NASCOSTO. Lungo la strada del Corbolone, a un certo punto sulla sinistra si trova una staccionata (messa anni fa per evitare l’accesso alle auto). Da qui, dopo qualche metro, sempre sulla sinistra c’è un sentiero che scende e porta alle Cascatelle, un bellissimo posto dove il percorso dell’Ugione cade in laghetti dove si può fare il bagno. Il tutto circondato da rocce alte e boscaglia, tipo un “cenote” messicano. Luogo unico nelle nostre colline. Il problema? Che proprio prima ancora di scendere dal sentiero ci sono siringhe sparse dappertutto, oltre a bottiglie e rifiuti di altro genere. Anche intorno alla rena dei laghetti si possono trovare indumenti intimi abbandonati, profilattici, pacchetti di sigarette e tanto ma proprio tanto altro.

SOTTO LA MACCHIA IL RIFIUTO CAMPA. Non è una novità che la zona del Corbolone sia frequentata anche da chi va in cerca di stupefacenti. A quanto pare, dentro la macchia si nascondono gruppi di spacciatori. C’è pure un tronco sul quale qualcuno ha scritto “zona coca”: magari per scherzo, in ogni caso non è lontano dalla realtà. Fatto sta che anche lungo lo stradone sterrato si possono trovare residui di sanitari, macerie, vestiti e se ci si va dentro la macchia, la situazione peggiora: una distesa di bottiglie, scatolette, sdraio.

I CARTELLI NON SERVONO. Cambiando zona, le cose non mutano. Anche nei boschi della Puzzolente ci sono rifiuti: le bottiglie talvolta perfino sbucano dal terreno. Lungo la strada provinciale che porta al Gabbro, invece, sulla sinistra si può godere di uno spettacolo unico: un grande mix di verde che conduce alla Tenuta di Popogna. Peccato che dalla parte opposta della strada il cassonetto sia stracolmo, e poco più in là, scendendo dentro la macchia, quel che si presenta agli occhi è una pugnalata al cuore di madre natura: materassi, televisioni, rubinetti e rifiuti di qualsiasi tipo. Qualche curva prima, nella zona Le Ferriere, ecco due cartelli: quello ufficiale recita che «è vietata la discarica» ma non deve aver funzionato granché se ne è spuntato un altro, scritto a mano, in livornese doc, che se la prende con la mamma di chi «ci ributta la spazzatura». Ma neanche questo ha fatto fare dietrofront agli incivili…

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