Gioco
Rubano alla Motorizzazione 27mila carte di circolazione
Banda in azione nella notte in via dei Pelaghi: scardinata una porta blindata Spariscono anche mille certificati di proprietà: messo ko il sistema d’allarme
LIVORNO. Un giro di automobili rubate, riciclate grazie ai nuovi documenti, per “ripulirle” e farne vetture fantasma da rivendere o con cui delinquere. È questo il traffico illecito che potrebbe celarsi dietro il maxifurto di carte di circolazione e certificati di proprietà spariti ieri mattina alla Motorizzazione in via dei Pelaghi. I ladri hanno agito di notte e hanno fatto razzia di documenti, causando anche grossi danni all’interno della struttura.
Il lungo venerdì della Motorizzazione inizia alle 8: quando la maggior parte del personale, guidato dal direttore, l’ingegnere Roberto Tommasi, va in ufficio, trova già la polizia sul posto. Ci sono gli agenti delle volanti; poi arriveranno la scientifica e la squadra mobile. Gli investigatori fanno un lungo sopralluogo, molto accurato, nel corso del quale sia i dipendenti sia, e soprattutto, gli utenti vengono trattenuti nel piazzale: uffici chiusi, tutti fuori mentre la polizia lavora.
Secondo la ricostruzione emersa, il furto viene compiuto di notte, ma non si sa l’ora precisa perché negli uffici non ci sono telecamere e non è scattato alcun allarme. I malviventi lo hanno neutralizzato: hanno messo degli scatoloni davanti ai sensori, rendendoli inoffensivi, per poter agire liberamente. La banda, dal canto suo, sa bene come e dove colpire: il furto infatti sembra non solo mirato, ma anche fatto da persone “preparate”.
I malviventi si intrufolano nel piazzale della Motorizzazione dopo aver divelto la recinzione esterna che confina con dei campi. Poi, puntano agli uffici, entrando da una finestra dell’ufficio revisioni. A quel punto, inizia la parte calda del colpo. I ladri rompono alcune porte interne, in particolare una antipanico che conduce al cuore dell’archivio. All’interno, c’è un piccolo ufficio, dove sono conservati tutti i documenti più delicati. A partire dalle carte di circolazione fino alle targhe.
Per entrare nella stanza riservata, i malviventi scardinano con grande violenza la porta blindata tanto che, per buttarla giù, rompono parte del muro. Quando i dipendenti della Motorizzazione entrano, trovano un tappeto di calcinacci e tutti i fascicoli sotto sopra. All’appello mancano 27 scatole da mille moduli ciascuna di carte di circolazione, in bianco, quindi ancora da compilare. Sono spariti anche mille certificati di proprietà, anche questi nuovi.
Restano al loro posto invece le targhe: una scatola viene aperta dai malviventi, ma poi lasciata sul posto. Non è chiaro il motivo: i ladri potrebbero esser stati disturbati oppure potrebbero averle abbandonate perché non interessati.
Dopo aver fatto razzia, i malviventi scappano, forse attraverso la stessa finestra o da una delle porte antipanico. Molto probabilmente, all’uscita c’è un furgone, pronto per il trasporto della refurtiva: difficile altrimenti porte via 28 scatole a piedi.
Nel corso del sopralluogo, la polizia raccoglie delle tracce, ma sarà complicato risalire ai responsabili: i ladri si sono mossi con grande “maestria”. Le verifiche terminano intorno alle 11.30, ora in cui gli uffici aprono al pubblico.
Secondo le ipotesi investigative, il furto nasconde un obiettivo ben preciso: mettere insieme una serie di documenti da falsificare per alimentare un giro di auto “fantasma”. Ripulendo vetture rubate con documenti immacolati, infatti, i mezzi possono essere venduti, esportati nel Nord Africa tramite il porto o usati per delinquere, senza essere oggetto di indagini in quanto non risultano più oggetto di furto. Proprio di recente la polizia ha scoperto, al livello nazionale, un traffico di auto esportate in Africa, sia nel Magreb sia in Sudafrica.
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