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Livorno

Piedelibero: come ti riciclo la bicicletta

LIVORNO. Vecchi catenacci magari senza sellino o privi di manubrio, talora ridotti al solo telaio, tornano a nuova vita dopo un lungo abbandono grazie a Piedelibero: un progetto, ma soprattutto una...

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LIVORNO. Vecchi catenacci magari senza sellino o privi di manubrio, talora ridotti al solo telaio, tornano a nuova vita dopo un lungo abbandono grazie a Piedelibero: un progetto, ma soprattutto una sfida culturale e educativa, avviato a Firenze nel 2013, che ha come protagonista il lavoro di detenuti e ex detenuti del carcere di Sollicciano e dell’Istituto penale minorile “Meucci” impegnati a ricuperare, ripristinare e rinnovare le biciclette dismesse dal deposito comunale fiorentino (trascorsi i canonici 18 mesi canonici di custodia senza che nessuno ne abbia reclamato la proprietà).

Nelle officine messe a disposizione dalla cooperativa Ulisse di Firenze e grazie alla direzione creativa della agenzia Cantoni Associati, le vecchie biciclette, talune di marca, vengono trattate realizzando dei veri pezzi unici scaturiti dall’impiego di particolari abbinamenti di colori e di determinati accessori (freni, manubrio, sellino). Insomma: come ti riciclo il biciclo. Una rassegna di questa attività, le cui origini risalgono al 2000 col progetto Milleunabici, è ora visibile a Livorno, presso lo studio di architettura “70m2” (via Poggiali 10), dove alcune biciclette rinnovate resteranno esposte sino al 25 settembre: la mostra rientra fra le iniziative lanciate per la Settimana europea della mobilità, rivolta a favorire il muoversi in modo sostenibile e il ciclismo urbano.

Ultima curiosità: esiste anche una linea Piedelibero formata da “special edition”, con biciclette d’epoca e rare. Info: www.piedelibero.it.

Roberto Riu

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