Il Tirreno

Livorno

Occupano il posto riservato e al disabile tocca la strada

di Giorgio Carlini
Occupano il posto riservato e al disabile tocca la strada

Succede davanti alle scuole di Banditella: auto e scooter sopra le strisce gialle La foto-denuncia di una lettrice: «Scena triste e incivile che si ripete ogni giorno»

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LIVORNO. Ci sono casi in cui le barriere sono architettoniche, come un marciapiede senza scivolo o una rampa inaccessibile. In altri casi sono invece culturali, e nascono a causa dell’inciviltà di altre persone.

Così, all’uscita da scuola, un genitore è costretto a fermarsi in mezzo di strada per far salire suo figlio disabile in macchina. C’è un posto riservato che renderebbe molto più semplice l’operazione, ma è occupato da un’altra vettura, che non ha alcun diritto di parcheggiare in quello spazio.

Succede davanti alla scuole elementari e medie di Banditella. La foto-testimonianza arriva da Ilaria Guarini. «È una scena triste - commenta la lettrice - degna di un paese incivile, ingiusto, egoista. Una scena - aggiunge - che si ripete ogni giorno, magari con una macchina ogni volta diversa nel posto riservato ai disabili».

In quella zona, spiega Ilaria, i posteggi non mancano (specie per i motorini, eppure, come si vede in foto, anche uno scooter occupa parzialmente il posto contrassegnato dalle strisce gialle). «Allora - si domanda - perché posteggiare proprio in quel parcheggio? Ancora più insopportabile - sottolinea la lettrice - è la risposta che ricevo quando faccio notare all’incivile di turno che ha posteggiato dove non ne aveva il diritto: “Solo un minutino, prendo il bimbo e vado via”. Perché, il babbo del bambino in carrozzina cosa sarà mai venuto a fare?».

Ilaria si domanda se, in una “città civile”, sia inoltre normale che «la dirigente scolastica debba mandare 4-5 comunicazioni all’anno per ricordare che il posto dei disabili è dei disabili». «Spero che altri si indignino e si arrabbino come me», conclude, prima di rivelare che farà avere ai vigili urbani «le foto di chi occupa quel posto senza diritto, perché dobbiamo difenderci dall’inciviltà e dall’indifferenza».

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