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il garante solimano

«Il padiglione delle Sughere va aperto ai detenuti comuni»

LIVORNO. «Il nuovo padiglione delle Sughere, che stiamo sospirando da sette anni, va aperto alla svelta e va destinato alla media sicurezza, cioè ai detenuti comuni. E questa, del resto, mi sembra...

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LIVORNO. «Il nuovo padiglione delle Sughere, che stiamo sospirando da sette anni, va aperto alla svelta e va destinato alla media sicurezza, cioè ai detenuti comuni. E questa, del resto, mi sembra sia anche la linea del provveditore. Chi sostiene il contrario evidentemente non ha chiaro il quadro della situazione carceraria livornese e non». È netta la posizione di Marco Solimano, garante dei detenuti, che da anni ha fatto dell’apertura del padiglione uno dei suoi cavalli di battaglia. Solimano entra così in polemica con quanto espresso dalla consigliera regionale di Toscana Civica, Marta Gazzarri, che tre giorni fa ha effettuato un sopralluogo alle Sughere insieme a Giovanni De Peppo, presidente dell’associazione Confronto, e al sindacato Uil: secondo loro, il padiglione non è abbastanza sicuro per i detenuti comuni, generalmente ritenuti più irrequieti rispetto a quelli che hanno pene più lunghe da scontare. Quindi, nel caso in cui dovesse essere aperto ai detenuti “normali”, secondo questo punto di vista il padiglione dovrebbe essere adeguato con nuovi lavori.

«Porre di nuovo il problema della sicurezza è assolutamente fuori luogo - tuona Solimano - come lo è parlare di barriere tra area polizia e zona detenuti o contestare la presenza di televisori ad altezza uomo nelle celle perché “potrebbero essere sradicati”. Dopo anni di battaglie per creare ambienti aperti, per dare a tutti i detenuti la possibilità di vivere in un ambiente dignitoso, con acqua calda, bagni confortevoli e luoghi di ritrovo adeguati, ritrovarsi a porre problemi di barriere divisorie non è accettabile». Solimano sottolinea che il nuovo padiglione, così com’è, risponde alle esigenze delle nuove norme che prevedono, tra l’altro, 8 ore d’aria al giorno per i carcerati e ambienti più inclusivi, orientati al reinserimento sociale. «Deve ospitare detenuti comuni anche perché è giusto che accoglia i livornesi, molti dei quali ora sono in giro per le carceri della Toscana - aggiunge Solimano, che è al lavoro anche per far riaprire il femminile. Dopo anni di lavori e tante polemiche, il padiglione ora è quasi pronto: se tutto procederà senza intoppi, dovrebbe aprire tra uno o al massimo 2 mesi. Ma la data è ancora un’incognita.

Lara Loreti

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